Valery

Valery
L'oggetto essenziale della mente, è la mente stessa; questo concetto sarà il cardine, che a partire da Poe e Baudelaire, diverrà il principio dominante della sensibilità poetica. Ciò non deve far pensare ad annullamento, in termini idealistici, di una realtà empirica, quanto che ciò che realmente interessa lo spirito è lo spirito stesso. Il mito di Narciso che mira se stesso; e che in questo mirarsi trova il suo inevitabile pericolo, mostra la realtà stessa di tale concetto. Si avrà così la scienza che studia, in maniera più assidua rispetto al passato, i suoi procedimenti; il linguaggio che studia se stesso come ente a sé. La letteratura, così, come altre attività dello spirito, diviene sempre più un fare letteratura: un cantiere continuo. E se ciò, nella prosa, avrà come massimo emblema, probabilmente Proust, in poesia si avrà Valéry, che fa della poesia l'oggetto stesso del poetico.
Accade, dunque, che tutto ciò che la mente crea, analizza, immagina, non sarà altro che la mente stessa; così avviene che tale attività, sia più importante del risultato: l’attività produttiva è più importante del prodotto stesso. Il testo avrà la particolarità di essere come un’ombra di tale attività, uno specchio soffuso dalla nebbia, ove di dietro vi è un mare di creazioni.
Shelley

Shelley
L'opera di Percy Bysshe Shelley (1792-1822) è una delle espressioni più alte del romanticismo inglese. Le sue composizioni più note sono Ozymandias, Ode to the West Wind, To a Skylark; il suo genio visionari si esprime al meglio però in lavori meno conosciuti ma altrettanto importanti, come Adonais e Prometheus Unbound. Questi poemi rispecchiano la vita anticonformista di Shelley, il suo idealismo, la sua eccentricità e l’anticonformismo, che nel 1811 gli costarono l’espulsione da Oxford dopo la pubblicazione dell’opuscolo La necessità dell'ateismo (The Necessity of Atheism), in collaborazione con Hogg.
Shelley è un epicureo; il suo sogno è il ritorno dell’umanità ad un Eden non cristiano ma pagano, dove il peccato ed il male sono banditi e in cui esiste ma esclusivamente la gioia. Accanto a questo pensiero c’è anche quello di Shelley panteista, per cui Dio è ovunque ed è tutto: è la natura, è il mondo, è l’uomo.
Shelley non mira a garantirsi l’immortalità, intesa come fama eterna, tramite la scrittura; al contrario, egli è dolorosamente consapevole del destino mortale di tutti gli uomini, reso meno amaro solo dalla speranza di un futuro ricongiungimento all’Assoluto, all’Uno. Il suo pensiero è fatto di contaminazioni: neoplatonismo, misticismo, utopismo si confondono nelle sue opere, in cui spicca una coscienza tragica della storia e dei valori umani.
Saint-Exupéry

Saint-Exupery
Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 – Mar Tirreno, 1944) è stato un importante scrittore e aviatore francese. Nato in una famiglia di nobili origini (la famiglia di Saint-Exupery è una delle più antiche famiglie francesi, risalente all’epoca delle crociate cristiane), terzo di cinque figli del conte Jean de Saint-Exupéry e di Marie Boyer de Fonscolombe, fin dalla giovane età manifestò il suo amore per i motori e per il volo.
Nel 1921 si arruolò nel II reggimento di aviazione di Strasburgo e ottenne il brevetto di pilota civile e militare. Il suo primo racconto, del 1926, si intitola proprio L'aviatore; a questo faranno seguito Courrier Sud e Vol de nuit, libro che ottenne il premio Femina nel 1931.
Anche Terre des hommes fu un grande successo commerciale, ma la fama di Antoine de Saint Exupery è indissolubilmente legata al Piccolo Principe, che continua ad essere ancora oggi uno dei libri più venduti al mondo (tradotto in centottanta lingue e stampato anche in caratteri arabi e cirillici).
Tolstoj

Tolstoj
Lev Nikolaevič Tolstoj nasce a Jasnaja Poljana il 28 agosto 1828 e muore a Astapovo il 7 novembre 1910. L'anima di questo eccelso drammaturgo, filosofo e scrittore russo è stata intensamente segnata da continui turbamenti, un male profondo custodito come il più intimo dei segreti, ma che emergeva sempre con incontrastabile prepotenza, irrefrenabilmente e con immensa genialità nella sua arte. La lotta interiore e contro il mondo esterno presenti nella tumultuosa essenza dell'artista erano tormenti perenni, lacerazioni acute appartenenti al suo essere, angoscia inevitabile e dannazione eterna pulsanti con ardente passione nel suo cuore, che rendevano la sua vita contraddistinta sempre da una vivace ma intensa malinconia, da un sentire artistico capace di trasmettere attraverso le sue semplici parole la sostanza e la realtà del suo elevato spirito e dei suoi tormenti, sempre alla ricerca della verità e della sincerità come traguardi inesorabili che devono essere raggiunti da colui che ha il potere e la fortuna di rappresentare i propri pensieri attraverso l'arte. Lev Nikolaevič Tolstoj nacque in una meravigliosa e accogliente tenuta situata a Jasnaja Poljana, poco distante dalla città Russa di Tula.
Dostoevskij

Dostoevskij
Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca l'11 novembre 1821 e muore a San Pietroburgo il 9 febbraio 1881 e si è distinto nel corso della sua vita per l'infinita eleganza espressa nelle parole e per l'immensa saggezza rappresentata nei suoi pensieri, enunciati con estrema precisione e intenso sentire. Fu filosofo, scrittore e romanziere russo che seppe raggiungere fama e successo grazie alla sua caparbietà e la sua acuta perspicacia. Impiegando la sua bravura, il suo vivace ingegno e animato dall'inesorabile impeto verso la conoscenza, seppe fare della sua arte una vera e propria passione inarrestabile, trasformandola in strumento di elevata maestria e accesa destrezza, da trasmettere alle menti di tutti coloro che per sfortuna e per sorte, non sono stati dotati della stessa saggezza e delle stesse somme capacità di ragionamento e di pensiero. Appartenente a una famiglia molto numerosa e secondo di ben sette figli, il padre Michail Andreevič Dostoevskij fu facoltoso medico militare e appartenente a una famiglia di origine aristocratica, mentre la madre Marija Fёdorovna Nečaeva, fu donna dal carattere estroverso e allegro che trasmise al figlio la passione per la lettura e iniziò a fargli conoscere la cultura e l'importanza di una mente aperta all'apprendimento.
Hesse

Hesse
Misticismo, esistenzialismo, filosofia, spiritualismo, pensiero induista e buddhista: ecco in breve gli interessi -e i temi- che emergono nelle opere di Hermann Hesse.
Nato a Calw nel 1877 e morto a Montagnola nel 1962 Hesse è stato scrittore, poeta e pittore, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946. La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima:Sotto la ruota (Unterm Rad), Amicizia (Freunde),Demian, Il pellegrinaggio in Oriente (Die Morgenlandfahrt) , Prosa tarda , Incantesimi , Liriche tarde sono solo alcuni dei lavori di Hesse.
Il romanzo più noto resta però Siddharta: edito nel 1922, trovò successo commerciale solo una ventina d’anni dopo. L’opera è frutto di un viaggio in India e dell’interessamento di Hesse per cultura orientale, per la spiritualità buddhista e induista.
È un romanzo di tipo storico e di formazione. Le vicende si svolgono nell’ India del VI secolo a.C., dove seguiamo la crescita di Siddharta, prima ragazzino, poi uomo maturo, che per tutta la vita si pone molte domande e non riesce mai a soddisfare la sua sete di sapere fino alla vecchiaia. Siddharta è dunque una sorta di Buddha, colui che cerca il vero.
Yeats
Yeats
“Per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un’intera nazione”: questa la motivazione dell’onoreficenza massima per un poeta-scrittore, il Premio Nobel per la Letteratura che William Butler Yeats vinse nel 1923.
Yeats nacque a Dublino, il 13 giugno 1865; l’atmosfera particolare dell’Irlanda, fatta di vento e di scogliere, di piccoli villaggi e di leggende contadine si rivela una preziosa fonte di ispirazione per i suoi primi esperimenti poetici.
I versi di Yeats furono pubblicati per la prima volta nel 1885: alcune poesia giovanili appaiono sulla rivista "Dublin University Review", insieme al saggio "Sir Samuel Ferguson".
Fondamentale per la sua crescita intellettuale fu l’incontro con Lady Gregory; con lei, Edward Martyn, J. M. Synge, Seán O'Casey, e Padraic Colum, Yeats fondò il movimento letterario Irish Literary Revival (conosciuto anche con il nome Celtic Revival), gruppo che, dopo aver comprato una proprietà terriera a Dublino, vi costruirà il famoso Abbey Theatre.
Hugo

Hugo
Victor-Marie Hugo nasce a Besançon, il 26 febbraio 1802 e muore a Parigi 22 maggio 1885. Poeta, drammaturgo e scrittore, Victor-Marie Hugo si è distinto tra tanti artisti nel corso della sua vita, per la sua profonda capacità di non aderire alla massa, di imporsi per la sua particolare destrezza e astuzia nell'esprimere pensieri e idee, per la sua intima inclinazione all'eleganza e alla raffinatezza dei versi, riuscendo a interpretare con estrema abilità le vicissitudini della vita, trasformandole in esperienze da trasmettere e dalle quali imparare senza lasciarsi mai sopraffare dalla disperazione e dalla solitudine: trappole nelle quali molti altri artisti caddero, perdendosi in un peccaminoso baratro senza uscita, fomentato da un avvilimento inconsolabile e eterno. Victor-Marie Hugo nasce presso un comune francese chiamato Besançon, e il padre Léopold-Sigismond Hugo, conte e militare al servizio di Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone Bonaparte, rivestirà un ruolo fondamentale nell'operazione di arresto del famoso brigante Fra Diavolo, e grazie alla sua abilità riuscirà a raggiungere successo e fama, diventando anche il governatore di Avellino e poi ottenendo la nomina a generale. L'infanzia del piccolo Victor-Marie Hugo, fu segnata dalla separazione dei genitori, da quel momento si stabilirà a Parigi e si iscriverà al Politecnico, ma al solo scopo di assecondare la volontà del padre, dato che ben presto decise di abbandonare gli studi tecnici e di dedicarsi totalmente alla sua vera passione: l'arte di scrivere. Nel 1822 Victor-Marie Hugo sposa a Parigi, Adèle Foucher, sua amica fin dall'infanzia, dalla quale ebbe ben cinque figli.
Novalis
Novalis
Novalis è lo pseudonimo scelto da Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg per firmare le sue opere; l’intellettuale tedesco, nato a Schloss Oberwiedersted nel 1772 e morto nel 1801 a Weißenfels, è stato una figura fondamentale del Romanticismo.
A Novalis si deve questa famosa definizione di Romanticismo: "Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all'ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita allora io lo romanticizzo".Il suo impegno culturale si esprime nella poesia, nella scrittura, nella teologia e nella filosofia. Egli concepisce il linguaggio (e la scrittura) come attività autonoma, capace di giungere al significato, alla verità profonda, proprio nel momento stesso in cui si separa dalla razionalità.
La poesia viene infatti intesa da Novalis nel suo significato etimologico, il concetto greco del fare, del creare dal nulla: essa produce realtà assoluta e porta alla vera conoscenza. E la poesia è, al contempo, “figlia del più nobile impeto e delle sensazioni e passioni più alte e forti".
Zola

Zola
In un secolo, il XIX, dominato dal romanticismo, Émile Zola, rappresentò il punto di rottura, l’esempio da seguire per tutti coloro che erano affascinati, più che dai moti interiori dell’animo, dalla scientificità del metodo.
Émile Zola (Parigi 1840 – Parigi, 1902), giornalista e scrittore francese, è infatti considerato il creatore del filone naturalista.
Interessato ai testi scientifici, si dedicò con passione al loro studio (soprattutto "L'introduzione allo studio della medicina sperimentale" di Claude Bernard), che portò Zola a elaborare un nuovo modo di intendere il romanzo. Questo deve essere una sorta di opera sperimentale, guidata dagli stessi criteri di verità e di obiettività che caratterizzavano le scienze.
Scrive Zola: “il romanziere come lo scienziato deve essere insieme osservatore e sperimentatore, considera l'arte come una riproduzione oggettiva del reale governata dalle leggi della natura, rivendica l'impegno morale dello scrittore che, mettendo in luce le cause dei fenomeni sociali, deve indurre la società stessa a intervenire per modificarli e migliorarli”.
I suoi romanzi sono tutti incentrati sulla realtà sociale del tempo: i personaggi, gli ambienti, i vizi e i difetti degli uomini (nonché le loro brutture, anche fisiche) sono attentamente indagati e poi descritti con grande realismo.