Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Moliere

Moliere

Moliere

Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, nasce a Parigi, il 15 gennaio 1622 e muore a Parigi, il 17 febbraio 1673, e si distinse per la sua ineccepibile bravura come attore e scrittore di opere rappresentate in teatro. Figlio di un facoltoso artigiano, Molière fu profondamente scosso e segnato a vita nel proprio animo, da forte turbamento e sentita malinconia causate dalla morte della madre e della seconda moglie del padre, e il suo spirito sensibile risentì fortemente dell'assenza di una figura femminile capace di conferire al piccolo Jean-Baptiste Poquelin, protezione e affetto. I numerosi lutti vissuti crearono in Molière un sentimento di tristezza perenne, incapace di abbandonarlo in ogni sua opera o rappresentazione, senza riuscire a essere offuscato nemmeno dalla grande destrezza artistica e dalle elevate capacità poste in essere e mostrate da Jean-Baptiste, attraverso uno spirito predisposto alla scherzosità scenica e a un vivace sentire pittoresco. Molière studiò presso il facoltoso Collège de Clermont, e grazie alla possibilità concessagli dal padre di seguire corsi di apprendimento di grande pregio, ebbe l'opportunità di conoscere personaggi di elevato rilievo nell'ambito della società di quel tempo. Con la conclusione degli studi e l'ottenimento della Licenza in diritto ad Orléans, in Jean-Baptiste

Orfeo

Orfeo

Orfeo

Orfeo rappresenta una celebre figura della mitologia greca e proprio su di lui si basa uno dei fenomeni religiosi più rilevanti dell'antica Grecia, che è conosciuta come religione orfica. E' la mitologia greca a narrare le vicende di Orfeo, un mistero reso percettibile dal racconto della vita di questa figura arcana. Orfeo, secondo fonti molto antiche, nasce a Tracia, una regione situata nella Penisola balcanica: un luogo molto lontano e animato dalla presenza di sciamani, che non erano altro che strumenti di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Orfeo era figlio di Calliope, la musa della poesia epica, e di Eagro, anche se molte sono le versioni che lo dichiarano come figlio di Apollo. Innumerevoli sono le imprese condotte da Orfeo, anche se la sua celebrità è da conferire all'appassionante vicenda d'amore vissuta con la ninfa Euridice, secondo la leggenda infatti Orfeo non riuscendo a salvare la sua dolce amata dalla morte eterna, perse ogni spirito combattivo diretto all'armonia dell'animo e all'espressione del proprio spirito romantico attraverso la dolce melodia emessa dal suo canto. Orfeo da quel momento non desiderò altro che la morte e riuscì a realizzare il suo sogno offendendo le Menadi, donne seguaci di Dioniso che lo uccisero e si cibarono di parte del suo corpo, gettandone il capo nell'Erebo.

Tagore

Tagore

Tagore

Rabindranath Tagore nasce a Calcutta, il 6 maggio 1861 e muore a Santiniketan, il 7 agosto 1941. Attraverso la sua opera mediatrice diretta all'integrazione tra Oriente ed Occidente, riuscì a esprimere con estrema sensibilità e chiarezza, l'elevata raffinatezza posseduta dal suo spirito, animato da forte impeto e trasporto per l'arte, rappresentata da Rabindranath Tagore con la massima destrezza poetica, eleganza dei versi e somma maestria. Appartenente a una famiglia ricca, e nato da un membro della casta, Tagore rimase profondamente colpito dall'educazione ricevuta nel Regno Unito e in seguito a quel viaggio, fondò la propria fiducia sulla protezione inglese dell'India e decise di dedicare il proprio tempo alla cura del suo spirito, attraverso il culto della propria anima, compiuto impiegando l'acquisizione di ogni forma d'arte come strumento per accrescere la propria saggezza. Nelle opere di Rabindranath Tagore veniva rappresentato il pensare supremo del pensiero di un maestro d'arte, applicando in ogni sua espressione una prorompente passione erotica, resa mite dallo spirito conciliatore, predisposto alla fratellanza e alla pace, ricercate in un profondo amore per Dio e la natura da lui creata. L'intensa ingegnosità e la profonda destrezza artistica di Rabindranath Tagore ebbero pieno riconoscimento con il conferimento del Premio Nobel per la letteratura nel 1913,

Agostino

Agostino

Agostino

Agostino d'Ippona nasce a Tagaste, il 13 novembre 354 e muore a Ippona, il 28 agosto 430. Il suo pensiero si è distinto fra molti, per la profondità dei sentimenti manifestati e l'intensità attraverso la quale è stata rappresentata l'enorme genialità di colui che può essere definito come uno dei massimi esponenti del pensiero cristiano. Grazie a una particolare sensibilità artistica, a un sentito e acuto spirito critico, orientato e diretto all'eleganza e alla raffinatezza delle espressioni, Agostino d'Ippona è riuscito a rendere eterni i propri pensieri, dimostrando di essere dotato di una enorme saggezza e di una profonda sapienza. Agostino d'Ippona nasce nel 354, da una famiglia non ricca e forte sarà in lui l'influenza della madre, sarà da lei infatti che riceverà un'educazione cristiana. Nonostante un animo sensibile e orientato allo studio, Agostino d'Ippona non ha mai nascosto le numerose crisi interiori da lui vissute, momenti di forte sconforto che spesso lo rendevano schiavo del peccato, quasi costringendolo a seguire strade sbagliate, in quanto percorsi non dettati dal suo cuore, ma da una forza inarrestabile e prepotente che cercava violentemente di allontanarlo dalla propria missione e avvicinarlo a un vortice pericoloso e conturbante fatto di pura passione. Fu questo un periodo di particolare perdizione, in cui i vizi e la sregolatezza regnarono sovrani nella vita del giovane Agostino.

Flaubert

Flabuert

Flabuert

Gustave Flaubert nasce a Rouen, una città situata a Nord-Ovest della Francia, il 12 dicembre 1821 e muore presso il comune francese di Canteleu, l'8 maggio 1880. E' stato colui che, grazie all'impiego di una ineguagliabile maestria nello scrivere, profonda e innata eleganza e intensa raffinatezza nell'esprimere con una gran classe il proprio pensiero, è riuscito a entrare in modo pienamente meritato nel firmamento dei più grandi artisti del mondo, ma ha anche il merito di aver favorito l'ingresso del realismo nell'ambito della letteratura francese, attraverso la sua abilità e l'ampia astuzia nel descrivere nelle opere da lui create, in un modo dettagliato e particolarmente preciso sia le situazioni e sia i luoghi da lui stesso pensati, in maniera tale da rendere i propri personaggi e le storie da lui create viventi, facendo emergere ciò che viene solo e semplicemente scritto su carta, fino a giungere a confonderlo e mescolarlo con la realtà. Con le sue opere suscitò scalpore e scandalo, perché Gustave Flaubert non si fermava a ciò che fino a quel momento era concesso leggere o creare, ma riusciva a oltrepassare sempre gli ostacoli posti dalla censura, senza porsi alcun limite, fino a varcare le soglie del concesso e a superarle, arricchendo le proprie opere, senza paura di esprimere con ardente spirito trasgressivo le passioni vissute e provate da quelli che erano i suoi primi attori, ponendo in rilievo e accentuando le caratteristiche comportamentali dei protagonisti delle storie da lui scritte, con particolare cura di far conoscere a coloro che leggono, i sentimenti presenti nell'animo di quelle che non sono semplici figure irreali, ma che sono in realtà interpreti di storie rese effettive, in quanto dotate di una inconfondibile trasposizione dalla carta scritta al mondo reale.

Stendhal

Stendhal

Stendhal

Stendhal, anche conosciuto con il nome fittizio di Henri-Marie Beyle, nasce nella città francese di Grenoble, il 23 gennaio 1783 e muore a Parigi, il 23 marzo 1842. Attraverso la profonda capacità artistica diretta all'esaltazione di se stesso e dei propri ideali, con intensa e sorprendente maestria nel celebrare egoisticamente la propria persona e le proprie esperienze di vita, Henri-Marie Beyle seppe rappresentare con entusiasmante spirito partecipativo la costante e insaziabile ricerca del piacere, come obbiettivo primario e insostituibile, senza mai trascurare l'approfondita analisi delle principali caratteristiche comportamentali dell'uomo, creando in questo modo una particolare tecnica, conosciuta come la filosofia della Chasse au bonheur impiegando, con animo impetuosamente passionale e con invidiabile perizia, una rappresentazione di se stesso e delle proprie esperienze attraverso uno spirito irrazionale e incontrastato, ardente e impulsivo, con la viva accentuazione della interminabile e insaziabile ricerca del piacere. Henri-Marie Beyle nacque da una famiglia appartenente alla classe sociale borghese e fu affidato alle cure di un precettore, a causa della morte precoce della madre e del successivo imprigionamento del padre avvenuto durante il Regime del Terrore. Grazie a un viaggio in Italia nel ruolo di sottotenente, Henri-Marie Beyle ebbe modo di apprezzare con enorme entusiasmo i capolavori musicali composti da Gioachino Rossini e da Domenico Cimarosa.

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