Boccaccio

Boccaccio
Giovanni Boccaccio nasce a Certaldo nel 1313 e muore a Firenze il 21 dicembre 1375 e può essere considerato come uno dei poeti e scrittori italiani di maggiore rilevanza. Nato da una famiglia di origini umili, fin dalla più giovane età si dimostrò incline e portato alla conoscenza dello scrivere e alla comprensione della lettura, dedicandosi con profitto anche allo studio della letteratura classica e latina. Tuttavia il processo di formazione del suo sapere si formò senza la possibilità di avere come proprio punto di riferimento un maestro e la vera guida di Giovanni Boccaccio fu la sua voglia di imparare, l'infinita sete di studiare e l'insaziabile fame di apprendere. Il padre, poco felice per la propensione letteraria di Boccaccio, decise di ostacolare queste sue inclinazioni, conducendolo verso la strada di studi relativi a pratiche finanziarie e bancarie. Boccaccio intraprese i suoi studi a Napoli, ma le sue vere passioni erano ben altre e molto scarsi furono sia i successi che i traguardi che riuscì a realizzare in questo settore. Boccaccio riterrà sempre il padre come il vero responsabile della sua incompleta preparazione letteraria, ostacolando la sua formazione perfetta a raggiungere il traguardo e l'identificazione con la figura di sommo e eccelso genio della scrittura e della poesia. Solo dopo la morte del padre causata dalla peste, Boccaccio potrà concedersi totalmente alla sua vera passione: gli studi letterari. Tra le opere più importanti di Boccaccio ricordiamo: Caccia di Diana, Filocolo e le Rime. Ma il vero capolavoro di Giovanni Boccaccio che resterà per sempre nell'animo dei cultori e degli amanti della vera arte è senza alcun dubbio il Decameron. L'uomo e i suoi vizi, l'amore e la fortuna sono i veri protagonisti delle opere di Boccaccio e nel suo più grande capolavoro la sua profonda e inconfondibile capacità di rendersi versatile e utilizzare stili e argomenti diversi si manifestano in tutta la loro pienezza, rivelando un genio colui che non credeva di esserlo. Il Decameron è un libro composto da ben cento novelle, che racconta con eccelsa sapienza e estrema maestria le vicende di alcuni giovani che nel 1348 nel corso dell'epidemia di peste, trovano riparo presso le colline di Firenze e trascorrono le loro serate a narrarsi delle novelle. Con le sue opere e la sua evidente bravura e maestria letteraria Giovanni Boccaccio riuscì a superare ogni censura e a convincere anche i maggiori critici della sua innegabile destrezza artistica e capacità innovativa.