Machiavelli

Machiavelli
Niccolò Machiavelli nasce a Firenze, il 3 maggio del 1469 e muore a Firenze, il 21 giugno del 1527. Le innegabili e inconfondibili qualità artistiche di Niccolò Machiavelli gli consentirono di ottenere successo, fama e autorevolezza nel mondo culturale e di riuscire con elevata abilità, destrezza e maestria a essere un politico, un filosofo e scrittore italiano, distinguendosi dalla massa per le particolari doti da vero genio e maestro d'arte. Simbolo del Rinascimento e fonte inesauribile di un brillante ingegno e di una vivace e arguta perspicacia, Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469, figlio di Bartolomea Nelli e Bernardo. Il latino e la politica furono i primi interessi del giovane Niccolò Machiavelli, e grazie a innumerevoli incontri celebri e importanti viaggi seppe esprimere le proprie esperienze e i propri pensieri con una capacità sublime, grazie a elevata bravura, padronanza di linguaggio, valore e sicurezza tecnica, che gli consentirono di creare veri e propri capolavori, che elevarono la sua figura oltre i limitati e, per molti altri , irraggiungibili confini del semplice successo, conducendolo a una ambita quanto mai sperata gloria.
Nietzsche

Nietzsche
Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce a Röcken, il 15 ottobre del 1844 e muore a Weimar, il 25 agosto 1900. Grazie alla presenza di uno spirito da vero combattente e animato da una autorevole personalità capace di imporsi con un pensiero estremamente forte e con caparbia capacità espressiva, è riuscito a imporsi come uno dei più celebri filosofi e scrittori tedeschi, elevando le proprie opinioni al successo e all'eternità, grazie al proprio ingresso nell'olimpo dei grandi di ogni tempo. Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce nell'ottobre del 1844 da una famiglia di pastori protestanti e il suo pensiero è stato fonte di ispirazione per numerosi filosofi e personaggi illustri successivi alla sua epoca. Molto significativa è la visione di Friedrich Wilhelm Nietzsche della felicità, vista dal filosofo come un percorso da raggiungere solo attraverso l'impiego di costanza, impegno e sofferenza, poiché nessuna via consente di raggiungere la vetta in maniera facile e semplice. Il fallimento è utile e bisogna saperlo affrontare, perché proprio dalle esperienze negative è possibile ottenere la nascita di cose bellissime. Sfuggire ai propri problemi con l'alcol secondo Friedrich Wilhelm Nietzsche è un grave errore perché i problemi vanno affrontati senza scappatoie. Di particolare interesse in Friedrich Wilhelm Nietzsche fu la tragedia greca, argomento di cui si occupò nel suo primo libro “La nascita della tragedia”.
Agostino

Agostino
Agostino d'Ippona nasce a Tagaste, il 13 novembre 354 e muore a Ippona, il 28 agosto 430. Il suo pensiero si è distinto fra molti, per la profondità dei sentimenti manifestati e l'intensità attraverso la quale è stata rappresentata l'enorme genialità di colui che può essere definito come uno dei massimi esponenti del pensiero cristiano. Grazie a una particolare sensibilità artistica, a un sentito e acuto spirito critico, orientato e diretto all'eleganza e alla raffinatezza delle espressioni, Agostino d'Ippona è riuscito a rendere eterni i propri pensieri, dimostrando di essere dotato di una enorme saggezza e di una profonda sapienza. Agostino d'Ippona nasce nel 354, da una famiglia non ricca e forte sarà in lui l'influenza della madre, sarà da lei infatti che riceverà un'educazione cristiana. Nonostante un animo sensibile e orientato allo studio, Agostino d'Ippona non ha mai nascosto le numerose crisi interiori da lui vissute, momenti di forte sconforto che spesso lo rendevano schiavo del peccato, quasi costringendolo a seguire strade sbagliate, in quanto percorsi non dettati dal suo cuore, ma da una forza inarrestabile e prepotente che cercava violentemente di allontanarlo dalla propria missione e avvicinarlo a un vortice pericoloso e conturbante fatto di pura passione. Fu questo un periodo di particolare perdizione, in cui i vizi e la sregolatezza regnarono sovrani nella vita del giovane Agostino.
Seneca

Seneca
Lucio Anneo Seneca nasce a Cordoba il 21 maggio 4 a.C. e muore a Roma nel 65. Il suo animo è stato da sempre contraddistinto da un profondo e intenso sentire artistico e si è espresso in numerosi settori e in molteplici ambiti, riuscendo a rappresentare le proprie capacità attraverso acuto trasporto e illimitata eleganza. Lucio Anneo Seneca nacque a Cordoba da padre appartenente a una famiglia agiata e facoltoso scrittore romano chiamato Lucio Anneo Seneca , ma conosciuto con il nome di Seneca il Vecchio. La figura paterna fu di fondamentale importanza nella vita di Lucio Anneo Seneca, perché il padre trasmise al figlio la profonda passione per la scrittura, l'ardente spirito partecipativo nell'ambito del settore politico, l'intimo e il sentito impeto diretto in illimitate inclinazioni e capacità filosofiche. La vita di Lucio Anneo Seneca fu contraddistinta dalla presenza assidua di dolori fisici causati dalla cagionevole salute del filosofo: pesanti attacchi d'asma e svenimenti lo resero profondamente infelice per lungo tempo e questo suo spirito malinconico e rassegnato a tormenti del corpo, si trasformarono in un vero e proprio fuoco che alimentò ancor più la sua potente e notevole maestria e virtù artistica. Per volontà del padre Lucio Anneo Seneca apprese lezioni di retorica e di letteratura a Roma, mentre nel suo profondo animo artistico era la passione per la filosofia il vero fuoco che bruciava fino a esplodere oltre i confini della genialità. Gaio Galerio, marito della sorella di sua madre Elvia gli consentì, ospitandolo, di visitare l'Egitto e fu proprio grazie a questo viaggio che Lucio Anneo Seneca eseguì ampio approfondimento di tutte le discipline di suo interesse, accrescendo il suo insigne sapere e riuscendo a raggiungere, con innegabile eleganza e estrema raffinatezza, conoscenze ampie di portata molto vicina all'orizzonte della divina perfezione.
Lucrezio

Lucrezio
Tito Lucrezio Caro è filosofo e poeta romano di cui si conosce molto poco circa l'individuazione esatta del luogo e della data di nascita: secondo molti è nato in Campania nel 98 a.C. ma altri ancora sostengono che sia nato a Roma nel 55 a.C. Poeta e filosofo romano di indiscutibile talento e di superba maestria, si affermò come genio nell'olimpo del mondo poetico grazie al suo animo sensibile, guidato da ardente passione e inconfondibile capacità di esprimere una elevata e intima personalità artistica, orientata verso l'insaziabile spirito poetico del sapere e un naturale e spontaneo istinto propenso alla conoscenza e al raffinato uso del linguaggio. Poche sono le fonti rimaste nelle quali è possibile trovare citazioni rivolte a Tito Lucrezio Caro, sicuramente riferimenti al poeta possono essere individuati in una lettera di Cicerone e in un chiaro richiamo al poeta formulato da San Girolamo. Indubbiamente la quasi totale assenza di particolari sulla vita del poeta e le considerazioni numerose e pungenti circa una sua presunta follia mentale, lasciano facilmente pensare a numerose critiche e opposizioni che suscitò il particolare carattere di Tito Lucrezio Caro, animato da forti ideali epicurei, e di spirito certamente innovatore e naturalmente poco incline a condizionamenti e poco tendente alla staticità.
Voltaire

Voltaire
Voltaire (vero nome François-Marie Arouet Le Jeune), nacque in Francia nel 1649 da una famiglia borghese; destinato alla carriera forense, presto abbandonò gli studi di giurisprudenza per dedicare la sua vita alla scrittura. Ciò provocò la rottura nei rapporti con il padre, che mal sopportava che il suo ragazzo coltivasse la vocazione poetica e frequentasse circoli di artisti libertini. A seguito di ciò Voltaire prese il suo nome d’arte e cominciò a presentarsi come “figlio illegittimo”.
Voltaire fu uno scrittore fecondo e grande sperimentatore: si cimentò in molti generi letterari differenti. In lui convivono diverse anime: Voltaire letterato, storico, filosofo, politico, romanziere e poeta.
Trasferitosi in Inghilterra, resta affascinato da questa nazione, e comprende l’arretratezza politica, scientifica e filosofica della Francia; conosce Berkley, Clarke, Swift, Pope, Locke e Newton, da cui prende l’idea del meccanicismo della natura e quella dell’impossibilità di dimostrare l’esistenza di Dio. Il frutto di questa fondamentale esperienza fu la pubblicazione delle Lettere Filosofiche o Lettere sugli inglesi. Esse incitavano la classe media, la borghesia, a premere perché fosse riconosciuto il suo posto nello Stato; il Parlamento di Parigi ordinò subito di bruciarle pubblicamente, definendola "scandalose, contrarie alla religione, alla morale, al rispetto per l'autorità".
Rousseau

Rousseau
Jean Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 – Ermenonville, 1778) è stato un importante scrittore e filosofo, il maggiore rappresentante della seconda generazione del “secolo dei lumi”. Con lui l’elemento razionalista, tanto esaltato dai suoi illustri predecessori Diderot e Voltaire, comincia ad essere associato al sentimento: per questo il letterato svizzero è considerato un anticipatore del pensiero romantico.
«Rousseau non ha inventato nulla, ma ha infiammato tutto», scriverà di lui Madame de Staël; ed effettivamente le idee politiche e sociali di Rousseau contribuirono allo sviluppo delle teorie socialiste e alla crescita del nazionalismo.
Considerato un pensatore rivoluzionario per la radicalità delle sua idee, deve la fama soprattutto al “Contratto Sociale”, la sua opera più nota e dibattuta che divenne presto uno dei titoli più influenti per lo sviluppo della teoria politica dei nuovi stati europei.
Nel libro vengono proposte le basi per un ordinamento politico nuovo e legittimo; gli uomini, originariamente, vivevano liberi, senza leggi, nello “stato di natura”. Questa condizione è però presto degenerata: senza leggi non c’era alcun obbligo morale, vigeva la legge del più forte e nessuno poteva dirsi al sicuro, essendo costantemente in competizione con i propri simili. Ciò non significa che l’uomo primitivo fosse un uomo cattivo, semplicemente rispondeva a degli istinti naturali: l’autoconservazione e la naturale ripugnanza alla sofferenza.
Kierkegaard

Kierkegaard
Søren Aabye Kierkegaard (Copenaghen, 1813 – Copenaghen, 1855) filosofo e teologo danese, è il padre dell’esistenzialismo.
Secondo Kierkegaard l’esistenza di tutti gli esseri umani è caratterizzata dall’angoscia e dalla disperazione; questa condizione deriva dalla sensazione di vertigine che l’uomo prova di fronte alla libertà. L'uomo infatti è consapevole del fatto di poter scegliere, di avere davanti diverse possibilità: ma paradossalmente è proprio questa indeterminatezza ad angosciarlo. Non provano angoscia gli animali privi di spirito, poiché seguono solo l’istinto; e non provano angoscia gli angeli, poiché sono spirito puro.
L’essere umano invece teme sempre il fallimento, quello che Kierkegaard chiama “scacco esistenziale”: ciò deriva dalla sensazione di limitatezza e di inadeguatezza che l’uomo prova sentendo di non essere autosufficiente senza Dio. Non solo: l’angoscia non cessa mai, è intimamente connessa all’esistenza umana; il primo a provarla fu Adamo. Lui venne messo per primo di fronte a un divieto e quindi di fronte alla possibilità di infrangerlo: diventa consapevole della possibilità della libertà.
Schopenhauer

Schopenhauer
«Ma nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta». Arthur Shopenhauer (1788-1860), uno dei massimi filosofi del suo secolo, descrive in questo modo il lungo lavoro di ricerca della verità che sta dietro al suo pensiero.
Schopenhauer mutua da Kant due concetti filosofici fondamentali: quello di fenomeno e quello di noumeno. Il primo è sostanzialmente il risultante della nostra coscienza, è la realtà come ci appare mediante le forme a priori del nostro intelletto; il noumeno è la cosa in sé, l’essenza reale dell’universo. La materialità è quindi illusione, parvenza, è coperta dal velo di Maya: solo squarciandolo si può intravedere il vero. Poiché l’uomo sente il desiderio di andare oltre, di scoprire l’essenza delle cose, non può essere considerato alla stregua di tutti gli altri esseri: egli è un “animale metafisico”. Ma proprio la sua intelligenza, la sua razionalità è un’arma a doppio taglio, che rende triste e dolorosa la sua vita; infatti, a differenza di tutti gli animali, gli esseri umani hanno la consapevolezza che la loro vita terminerà, che la morte esiste ed è inevitabile.