Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Novalis

Novalis

Novalis

Novalis è lo pseudonimo scelto da Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg per firmare le sue opere; l’intellettuale tedesco, nato a Schloss Oberwiedersted nel 1772 e morto nel 1801 a Weißenfels, è stato una figura fondamentale del Romanticismo.
A Novalis si deve questa famosa definizione di Romanticismo: "Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all'ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita allora io lo romanticizzo".Il suo impegno culturale si esprime nella poesia, nella scrittura, nella teologia e nella filosofia. Egli concepisce il linguaggio (e la scrittura) come attività autonoma, capace di giungere al significato, alla verità profonda, proprio nel momento stesso in cui si separa dalla razionalità.
La poesia viene infatti intesa da Novalis nel suo significato etimologico, il concetto greco del fare, del creare dal nulla: essa produce realtà assoluta e porta alla vera conoscenza. E la poesia è, al contempo, “figlia del più nobile impeto e delle sensazioni e passioni più alte e forti".

Zola

Zola

Zola

In un  secolo, il XIX,  dominato dal romanticismo, Émile Zola, rappresentò il punto di rottura, l’esempio da seguire per tutti coloro che erano affascinati, più che dai moti interiori dell’animo, dalla scientificità del metodo.
Émile Zola (Parigi 1840 – Parigi, 1902), giornalista e scrittore francese, è infatti considerato il creatore del filone naturalista.
Interessato ai testi scientifici, si dedicò con passione al loro studio  (soprattutto "L'introduzione allo studio della medicina sperimentale" di Claude Bernard), che portò Zola a elaborare un nuovo modo di intendere il romanzo. Questo deve essere una sorta di opera sperimentale, guidata dagli stessi criteri di verità e di obiettività che caratterizzavano le scienze.
Scrive Zola: “il romanziere come lo scienziato deve essere insieme osservatore e sperimentatore, considera l'arte come una riproduzione oggettiva del reale governata dalle leggi della natura, rivendica l'impegno morale dello scrittore che, mettendo in luce le cause dei fenomeni sociali, deve indurre la società stessa a intervenire per modificarli e migliorarli”.
I suoi romanzi sono tutti incentrati sulla realtà sociale del tempo: i personaggi, gli ambienti, i vizi e i difetti degli uomini (nonché le loro brutture, anche fisiche) sono attentamente indagati e poi descritti con grande realismo.  

D’Annunzio

DAnnunzio

D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 e muore a Gardone Riviera il 1º marzo 1938. La letteratura italiana ha conosciuto il successo e piena autorevolezza grazie alla profonda eleganza e alla innegabile raffinatezza che Gabriele D'Annunzio ha sempre posto in essere nelle proprie opere, rendendosi una figura preminente e di forte prestigio non solo come scrittore, ma anche come politico. Il suo spirito vivace e vitale rese l'artista il simbolo del  Decadentismo, e animò la sua vita con profonda e intensa partecipazione a quelli che possono essere considerati come i principali piaceri della vita umana. La vita privata di Gabriele D'Annunzio fu all'insegna della passione: una profonda enfasi dello spirito e pura esaltazione verso ogni tipo di distrazione, che l'artista viveva con spirito di compiacimento e soddisfazione, esprimendo nelle sue opere la piena esaltazione della delizia e dell'ebbrezza provata con vivo sentimento, acuto e gioioso trasporto. Fu proprio grazie allo spirito libero e alla sofisticata intelligenza che Gabriele D'Annunzio riuscì a creare il suo primo capolavoro "Il piacere" e fu proprio grazie al successo ottenuto che l'artista riuscì a raggiungere fama e popolarità, prestigio e ammirazione, entrando a pieno titolo a far parte del firmamento delle celebrità, come figura che riusciva a rendere vivi i propri sentimenti attraverso l'intensa espressività delle proprie opere.

Whitman

Whitman

Whitman

Walt Whitman è stato un importante poeta statunitense ottocentesco, colui che pose le basi per la diffusione a livello mondiale della poesia americana.

La sua carriera scolastica di Walt fu piuttosto breve: egli fin dalla tenera età iniziò a lavorare, applicandosi dei mestieri più disparati. La cultura letteraria se la fa da sé. Leggendo in maniera autonoma i romanzi e le poesie di Walter Scott, Shakespeare, Ossian, Omero, Eschilo, Sofocle, Dante, l’Iliade; accanto ai classici conobbe anche scrittori più moderni, come Emerson, Carlyle e Sand.
È tuttavia probabile che Whitman non abbia compreso a fondo quelle opere, ma ne sentì ugualmente il fascino, soprattutto la musicalità e la bellezza delle rime.
Iniziò così a pubblicare prose e poesie su riviste e quotidiani; fin da subito si intuisce la particolarità dei suoi scritti, diversi da tutti gli altri. Nei suoi versi non esiste metrica, il verso si allunga, diventa verso libero, senza regole formali, senza rime né strofe.
L’unità è data dalle allitterazioni, dalle assonanze e dalle consonanze, dalle enumerazioni, dalle ripetizioni e dalle anafore.

Wilde

Wilde

Wilde

"L'estetismo è la ricerca dei segni del bello. È la scienza del bello, attraverso la quale gli uomini la correlazione fra le arti, è , per essere più precisi, la ricerca del segreto della vita".
In queste poche parole c’è l’essenza del pensiero di Oscar Wilde (1854-1900); poeta e scrittore, Oscar Wilde ci ha lasciato una vasta opera, che comprende Il principe felice (1888) e La casa dei melograni (1891) due libri di fiabe scritte per i figli e la raccolta di racconti Il delitto di lord Arthur Savile (1891). Il ritratto di Dorian Gray (1891),l’opera che più di tutte gli ha dato la fama, è l’unico romanzo da lui composto.
La storia, assai nota, è la progressiva decadenza morale del protagonista, ragazzo ossessionato dal suo aspetto fisico, dalla sua bellezza. Poco apprezzato dal pubblico della sua epoca, è il testo esemplare dell'estetismo decadente. Oscar Wilde portò la dottrina estetica alle sue estreme conseguenze: per lui l’arte non ha alcuno scopo educativo e morale; l’artista, dunque, deve essere libero da ogni legame con la società, limitandosi alla ricerca del bello, che solo pochi, quelli che lui chiama gli “eletti” possono capire ed apprezzare. È a loro che l’artista si rivolge, il suo è un pubblico ristretto e raffinato.
La prefazione al Ritratto di Dorian Gray riassume molto bene i principi dell'estetismo di Wilde:
L'artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l'arte e nascondere l'artista è il fine delll'arte.

Seneca

Seneca

Seneca

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordoba il 21 maggio 4 a.C. e muore a Roma nel 65. Il suo animo è stato da sempre contraddistinto da un profondo e intenso sentire artistico e si è espresso in numerosi settori e in molteplici ambiti, riuscendo a rappresentare le proprie capacità attraverso acuto trasporto e illimitata eleganza. Lucio Anneo Seneca nacque a Cordoba da padre appartenente a una famiglia agiata e facoltoso scrittore romano chiamato Lucio Anneo Seneca , ma conosciuto con il nome di Seneca il Vecchio. La figura paterna fu di fondamentale importanza nella vita di Lucio Anneo Seneca, perché il padre trasmise al figlio la profonda passione per la scrittura, l'ardente spirito partecipativo nell'ambito del settore politico, l'intimo e il sentito impeto diretto in illimitate inclinazioni e capacità filosofiche. La vita di Lucio Anneo Seneca fu contraddistinta dalla presenza assidua di dolori fisici causati dalla cagionevole salute del filosofo: pesanti attacchi d'asma e svenimenti lo resero profondamente infelice per lungo tempo e questo suo spirito malinconico e rassegnato a tormenti del corpo, si trasformarono in un vero e proprio fuoco che alimentò ancor più la sua potente e notevole maestria e virtù artistica. Per volontà del padre Lucio Anneo Seneca apprese lezioni di retorica e di letteratura a Roma, mentre nel suo profondo animo artistico era la passione per la filosofia il vero fuoco che bruciava fino a esplodere oltre i confini della genialità. Gaio Galerio, marito della sorella di sua madre Elvia gli consentì, ospitandolo, di visitare l'Egitto e fu proprio grazie a questo viaggio che Lucio Anneo Seneca eseguì ampio approfondimento di tutte le discipline di suo interesse, accrescendo il suo insigne sapere e riuscendo a raggiungere, con innegabile eleganza e estrema raffinatezza, conoscenze ampie di portata molto vicina all'orizzonte della divina perfezione.

Poe

Poe

Poe

Edgar Allan Poe (Boston 1809 - Baltimora, 1849) ,scrittore e poeta, è sicuramente da annoverare tra le figure più rappresentative della letteratura statunitense. Egli è considerato il padre del giallo psicologico e della detective story (il racconto poliziesco). Nei suoi Delitti della rue Morgue, compare per la prima volta il personaggio del detective scaltro e deduttivo (Auguste Dupin), antesignano del più noto Sherlock Holmes.
La fama maggiore arriva però con i suoi racconti horror. A livello meramente cronologico, il lavoro di Edgar Allan Poe è posteriore rispetto al periodo del romanzo gotico; nonostante ciò ne diviene ugualmente il più famoso rappresentante. Dai suoi predecessori eredita il gusto dell’orrido, dell’angoscia, del mistero.
I suoi racconti, inizialmente pubblicati sul quotidiano locale The Courier (Metzengerstein, The Duc of l'Omelette, A Tale of Jerusalem, A decided Loss, The Bargain Lost) acquistano immediatamente popolarità. La sua prima raccolta esce nel 1840 sotto il titolo Tales of the Grotesque and Arabesque e comincia ad attirare anche la curiosità dei contemporanei d’Oltreoceano.
A partire dal 1848, solo un anno prima della morte di Poe, il poeta francese Charles Baudelaire inizia a tradurre le opere in prosa; e c’è chi ritiene che il testo francese sia addirittura migliore dell’originale inglese. Per dimostrare l’ammirazione che nutriva per il collega americano, il poeta maledetto si fa fotografare da Nadar atteggiando il proprio volto alle sembianze di Poe.

Stoker

Stoker

Stoker

Il personaggio di Dracula, il famoso vampiro originario della Transilvania, è noto a tutti in tutto il mondo; non altrettanto famoso è il suo creatore Bram Stoker, a dimostrazione di come un personaggio eccezionale possa offuscare la fama del suo stesso inventore.
Bram Stoker (Clontarf, 1847 - Londra, 1912) è stato uno dei maggiori scrittori irlandesi, dedito ai romanzi gotici del terrore. Assai debole e cagionevole di salute, passò i primi otto anni della sua vita costantemente a letto, incapace di alzarsi in piedi e reggersi sulle proprie gambe. Questa esperienza fu per lui molto dolorosa ma al contempo importante: divenne infatti fonte di ispirazione per le sue opere, in cui è spesso trattato il tema del sonno eterno (che riprende il suo stare sempre sdraiato a letto) e quello della resurrezione dei morti (la sua guarigione improvvisa e inspiegabile fa definita un miracolo dai medici che lo avevano in cura).
L’attività di cui Stoker viveva era quella di giornalista e critico teatrale; arrotondava però i suoi guadagni scrivendo romanzi e racconti (La vergine di Norimberga, La tana del Verme Bianco, La catena del destino, La dama del sudario, Il Gioiello delle Sette Stelle, La casa del giudice, Il Passo del Serpente, Il funerale dei topi).

Rilke

Rilke

Rilke

Rainer Maria Rilke nasce a Praga il 4 dicembre 1875 e muore a  Montreux il 29 dicembre 1926. Considerato come uno dei maggiori poeti e scrittori austriaci di origine boema, Rilke cresce in una famiglia appartenente alla borghesia cattolica e la separazione dei suoi genitori segnerà profondamente il suo animo e la sua formazione culturale, infatti questo avvenimento lo costringerà a recarsi presso l'accademia militare per realizzare quelli che in realtà erano i progetti e le aspirazioni del padre. La sua infanzia infelice riuscì a riflettersi anche nelle sue opere, nelle quali risalta come predominante l'aspetto malinconico. Nietzsche e Schopenhauer  rappresentano due filosofie nelle quali le poesie di Rilke si rispecchiano fortemente, e le sue creazioni riflettono quel malessere che fin dall'infanzia ha segnato Rilke: la costante sensazione di essere senza dimora e privo di una patria. La sua educazione fortemente cattolica e la sua superba e elevata capacità di interpretare le sue opere con intenso sentimento e profonda spiritualità furono gli elementi che riuscirono a condurlo verso il successo, elevando la sua figura fino al raggiungimento della fama come uno dei  più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo.

Gibran

Gibran

Gibran

Khalil Gibran (Bsharri, 1883 - New York, 1931) è forse il più noto letterato del mondo arabo, grazie alle sue opere, tradotte in più di venti lingue; oltre che in campo poetico, si impegnò con altrettanto grandi risultati in ambito filosofico e pittorico. Ancora adolescente si trasferì con la madre ed i fratelli negli Stati Uniti, a Boston, dove si fece subito notare per le sua doti artistiche: era poco più che sedicenne quando un editore scelse alcuni suoi disegni come copertine per i suoi libri.

Il punto di svolta per Gibran fu l’incontro con Mary Elizabeth Haskell, che divenne una figura fondamentale per la sua crescita intellettuale: fu la donna a donargli la possibilità di studiare pittura all'Acadèmie Lucien di Parigi. Nella capitale francese Gibran visse un paio d’anni (tra il 1908 e il 1910); qui fece conoscenza con Auguste Rodin e Youssef Howayek e conobbe le opere di Voltaire, Rousseau, Nietzsche, Blake.

Nello stesso periodo iniziò anche a scrivere: per i suoi primi lavori scelse di utilizzare la lingua araba (ad esempio per Spiriti ribelli, raccolta di racconti sulla società libanese), poi pubblicò quasi esclusivamente in inglese. Risale al 1918 il suo primo libro in questa lingua: si tratta di The Madman, Il pazzo, un volumetto di aforismi e parabole in cui mescola con maestria poesia e prosa.
È di cinque anni più tardi l’opera più nota di Gibran: Il profeta, libro che contiene ventisei saggi di argomento poetico, divenne assai popolare negli ambienti americani della controcultura.
Lo scopo dichiarato da Gibran è quello di provocare una “rivolta contro l’occidente attraverso l’oriente” tramite le sue opere: egli infatti si scaglia contro il decadentismo che caratterizza ormai il mondo occidentale, che ha perso tutti i principi e ha traditi i suoi stessi padri. Allo stesso tempo però sente il bisogno di un rinnovamento totale della letteratura orientale: per questo motivo opta per il verso libero, inusuale per la scrittura araba monorima e quantitativa.

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