Collodi

Collodi
Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, nasce a Firenze il 24 novembre 1826, e muore a Firenze il 26 ottobre 1890. Nel corso della sua vita si è contraddistinto per la presenza dominante nel suo operare, di un intenso estro e una prorompente carica fantasiosa, capacità espresse attraverso la creazione di opere inusuali, rese uniche dalla presenza di notevoli caratteristiche dirette alla realizzazione di storie dotate di una fulgida fantasia e spiccato senso umoristico e bizzarro. Carlo Collodi nacque a Firenze, da una famiglia economicamente modesta, composta dalla madre domestica e dal padre cuoco. Attraverso il sostegno e l'aiuto economico ricevuto dalla famiglia Ginori, Carlo Collodi poté ricevere una educazione adeguata, grazie alla quale riuscì a elevare le proprie capacità artistiche, dotato della presenza nel suo spirito di una viva curiosità che animava il suo animo e che fu fonte di particolare interesse e propensione all'apprendimento. Nel 1837, una sentita vocazione e l'esigenza e il desiderio di ricevere una adeguata educazione, spinsero Carlo Collodi a effettuare il proprio ingresso in seminario a Colle di Val d'Elsa, allo scopo di diventare prete. Le lezioni principalmente seguite dall'artista furono insegnamenti che si basavano sulla filosofia e sulla retorica, materie che suscitarono grande interesse, coinvolgimento e partecipazione nell'animo dello scrittore che, grazie al proprio ingresso presso la libreria Piatti a Firenze nel ruolo di commesso, riuscì a scoprire una dimensione nuova: quella dei libri, un mondo fatto di magia, incantesimi e leggende. Fu da quel momento che lo spirito dell'artista fu animato da una prorompente passione per la scrittura. Carlo Collodi fu una figura preminente anche in ambito politico, infatti i suoi ideali lo spinsero a arruolarsi come volontario nel corso della Prima guerra d'indipendenza. Successivamente iniziò per Carlo Collodi, un intenso periodo lavorativo, contraddistinto dal suo ruolo come giornalista e dalla sua attività di scrittore: professioni che richiesero grande pazienza, una particolare astuzia e elevata maestria, doti che a Carlo Collodi non mancarono mai. Carlo Collodi morì nel 1890 suicida, afflitto da debiti di gioco, che non riuscì mai a saldare. L'opera più famosa e conosciuta creata da Carlo Collodi è senza alcun dubbio il romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino.