Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Gibran

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Khalil Gibran (Bsharri, 1883 - New York, 1931) è forse il più noto letterato del mondo arabo, grazie alle sue opere, tradotte in più di venti lingue; oltre che in campo poetico, si impegnò con altrettanto grandi risultati in ambito filosofico e pittorico. Ancora adolescente si trasferì con la madre ed i fratelli negli Stati Uniti, a Boston, dove si fece subito notare per le sua doti artistiche: era poco più che sedicenne quando un editore scelse alcuni suoi disegni come copertine per i suoi libri.

Il punto di svolta per Gibran fu l’incontro con Mary Elizabeth Haskell, che divenne una figura fondamentale per la sua crescita intellettuale: fu la donna a donargli la possibilità di studiare pittura all'Acadèmie Lucien di Parigi. Nella capitale francese Gibran visse un paio d’anni (tra il 1908 e il 1910); qui fece conoscenza con Auguste Rodin e Youssef Howayek e conobbe le opere di Voltaire, Rousseau, Nietzsche, Blake.

Nello stesso periodo iniziò anche a scrivere: per i suoi primi lavori scelse di utilizzare la lingua araba (ad esempio per Spiriti ribelli, raccolta di racconti sulla società libanese), poi pubblicò quasi esclusivamente in inglese. Risale al 1918 il suo primo libro in questa lingua: si tratta di The Madman, Il pazzo, un volumetto di aforismi e parabole in cui mescola con maestria poesia e prosa.
È di cinque anni più tardi l’opera più nota di Gibran: Il profeta, libro che contiene ventisei saggi di argomento poetico, divenne assai popolare negli ambienti americani della controcultura.
Lo scopo dichiarato da Gibran è quello di provocare una “rivolta contro l’occidente attraverso l’oriente” tramite le sue opere: egli infatti si scaglia contro il decadentismo che caratterizza ormai il mondo occidentale, che ha perso tutti i principi e ha traditi i suoi stessi padri. Allo stesso tempo però sente il bisogno di un rinnovamento totale della letteratura orientale: per questo motivo opta per il verso libero, inusuale per la scrittura araba monorima e quantitativa.
Per quanto riguarda le tematiche affrontate, molti dei suoi componimenti hanno per oggetto la riflessione sul Cristianesimo, sul significato della vita degli uomini e sull’amore, soprattutto quello di tipo spirituale:
Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo.
Un grande intellettuale, insomma, le cui opere andrebbero riprese e studiate, anche alla luce di quanto affermò Auguste Rodin, che definì Khalil Gibran il William Blake del XX secolo.

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