Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Novalis

Novalis

Novalis

Novalis è lo pseudonimo scelto da Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg per firmare le sue opere; l’intellettuale tedesco, nato a Schloss Oberwiedersted nel 1772 e morto nel 1801 a Weißenfels, è stato una figura fondamentale del Romanticismo.
A Novalis si deve questa famosa definizione di Romanticismo: "Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all'ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita allora io lo romanticizzo".Il suo impegno culturale si esprime nella poesia, nella scrittura, nella teologia e nella filosofia. Egli concepisce il linguaggio (e la scrittura) come attività autonoma, capace di giungere al significato, alla verità profonda, proprio nel momento stesso in cui si separa dalla razionalità.
La poesia viene infatti intesa da Novalis nel suo significato etimologico, il concetto greco del fare, del creare dal nulla: essa produce realtà assoluta e porta alla vera conoscenza. E la poesia è, al contempo, “figlia del più nobile impeto e delle sensazioni e passioni più alte e forti".
Gli Hymnen an die Nacht (Inni alla notte), sono l’unico ciclo di poesia pubblicato durante la vita di Novalis, nel 1800; si tratta di un poema in prosa ritmica e in versi diviso in sei parti di dimensione variabile. La tematica è tipicamente romantica: la morte e la vittoria su di essa . Si parte infatti dalla morte della fidanzata Sophie a cui fa seguito, poche settimane più tardi, la scomparsa del fratello prediletto; le poesie sono il frutto del dolore di Novalis e dell’evoluzione graduale del suo spirito e del suo pensiero.
Un altro tema che torna spesso è quello religioso; Novalis crede nell’unità degli uomini con Dio, una visione di tipo panteistico comune a molti Romantici: Noi siamo, noi viviamo, noi pensiamo in Dio. Egli é tutto e dappertutto. Noi viviamo e ci muoviamo in lui, nel quale saremo".
Scrisse anche quattordici componimenti religiosi, I Canti Spirituali, composti anch’essi a seguito della perdita della fidanzata; pensati per rinnovare i libri dei canti in uso nelle chiese luterane, rappresentano l'opera meno filosofica, e quindi più semplice e più popolare, dell’autore tedesco.
Cristianità o Europa è invece un saggio di carattere storico-religioso: Novalis propone come modello politico l'Europa medioevale, in cui tutti i popoli cristiani erano raccolti sotto la guida del pontefice. È una sorta di “elogio” del cattolicesimo, minato col passare dei secoli dalla Riforma protestante,dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione Francese.
L’opera termina con un auspicio: che l'unità perduta sia al più presto recuperata, tramite un "degno Concilio europeo".

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