Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Holderlin

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Johann Christian Friedrich Hölderlin (Lauffen am Neckar, 20 marzo 1770 – Tübingen, 7 giugno 1843) è stato, con Goethe, uno dei più importanti poeti della storia della letteratura tedesca.

Nonostante la volontà della madre di avviare il figlio alla carriera ecclesiastica, poiché voleva fare di lui un pastore protestante, agli insegnamenti del seminario in cui studia predilige la letteratura: comincia a leggere Euripide (appassionandosi così al mondo classico), i poemi ossianici, Schiller e Klopstock. Pur laureandosi in teologia, decide di non intraprendere la carriera ecclesiastica per dedicarsi alla scrittura.

Inizia la sua attività come precettore presso la famiglia del banchiere Gontard e si innamora di Susette Gontard, la moglie. Il personaggio di Diotima (nome preso a prestito dal Simposio di Socrate, in cui è la donna che aveva svelato allo stesso filosofo i misteri di Eros), così frequente nelle opere del poeta, è la trasfigurazione di essa. Questi alcuni tra i versi a lei dedicati:


« Vieni a placarmi questo caos del tempo come allora, delizia della Musa
tu che concilii gli elementi tutti! Dacci la pace coi tranquilli accordi
celesti e unisci quel ch’è diviso finché la placida natura antica
fuori del tempo dai fermenti grande, alta e serena si sollevi. Torna
viva bellezza tu nei cuori miseri ed alle mense ospiti, ai templi torna!
»

Quella di Friedrich Hölderlin è una figura particolare, in bilico tra classicismo e romanticismo, senza aderire propriamente a nessuno di questi due movimenti. Uno dei temi fondamentali della sua poesia è la celebrazione romantica del dolore , inteso come dimensione metafisica e cosmica del reale: “Non deve tutto soffrire? Tanto più è eccellente, tanto più soffrire? Non soffre la sacra natura? Senza morte non vi è vita”.

Hölderlin celebra la natura, intesa come natura panteistica, come il tutto , in cui l'individuo si deve perdere per potersi ritrovare. La verità, però, non è raggiungibile tramite la razionalità, può essere afferrata solamente dalla poesia. Ecco che essa è dunque concepita come la più alta e perfetta forma conoscitiva a disposizione degli esseri umani. Di più: la poesia ha anche il compito di educare; il poeta diventa maestro, vate , dal quale gli altri uomini dipendono.

Hermann Hesse definì la poesia di Holderlin “stupenda, per quel personalissimo flusso sotterraneo di musica, di mistero ritmico e sonoro”: è difatti una poesia intrisa di filosofia, fatta di temi profondi e affascinanti.

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