Altre due ombre hanno cantato; tre ombre desiderose di luce. Forse nell’ombra si diletta la verità. Uscito da quella oscura stanza, capanna taciuta dalla neve, ho mirato quel castello che pareva, come la mia lacrima, allontanarsi e avvicinarsi a seconda del canto. (continua…)
14 gennaio 2010
Canto IX ‘il pianto di Krsna’ dall’Aurora – Giancarlo Petrella
« Io sono l’Assoluto. La mia morte ov’è? Dov’è dunque la mia vita? Fui Zeus, fui Dio, sono l’Eterno.
I miei doni, la mia ricchezza, la mia gioia, la mia potenza, la mia forza, la mia fedeltà, la mia malinconia, la mia solitudine, la mia autenticità, il mio sognare – ciò che io sono – posso elargire ad un mortale? Ombra della morte; misero, questo io vedo; miseria. Non sono le sue membra simili alle mie. Non si sazia di folgori e dei vasti deserti dell’etra non sa cosa farne. (continua…)
Canto VIII ‘le candele’ dall’Aurora – Giancarlo Petrella
Io non sono il tempo. Egli era; come le valanghe tacite sul loro trono, pronte al delirio ad ogni cenno, come un seno materno affacciato a’ fiori, come la tenda stellata disegna ‘l silenzio, come il sonno ai baci dei nostri più oscuri desideri. Come il vento ringhia al calicanto, così il delirio ha segnato la mia epoca; pagine e pagine scritte per il gusto di dimenticare. Lei, che detiene le grandezze degli abissi, acconciata su la sua beltà, volitanti i suoi capelli come dolcezze sussurrate all’orecchio, seduta è ora nel mio sguardo. Ogni giorno che sorge, l’occhio del mondo, racconta la storia dell’umanità. Giunsi nella Foresta Nera. (continua…)
Canto VII ‘il lupo’ dall’Aurora – Giancarlo Petrella
Canta, o foresta, del lupo moldavo;
fedele a la sua origine, difese
la terra; non lo addomesticheranno.
Possiede l’istante, l’ebbrezza; scruta
dal cielo la foresta; l’orizzonte
fiuta; saziasi di violenza, artigli
ha come mente, e di nobiltà accese
fierezze; di tracotanza superbo. (continua…)
Canto VI ‘lamento di un’ombra’ dall’Aurora – Giancarlo Petrella
Giunsi in Macedonia. Tralascerò
chi nacque qui. S’appropinquava un’ombra,
come il sole; disarmonica al sacro
luogo, parea un cinghiale insanguinato.
« Notti trascorse con forbici ‘n mano
sperando di ferirsi per provare
di esistere; godere del più atroce
dolore. Grido al Nulla la mia vita. (continua…)
Canto V ‘impressioni di memorie’ dall’Aurora – Giancarlo Petrella
L’aura notturna si lamenta, l’aria è assopita dal sogno di una sconosciuta disperazione; quasi incuriosita, guarda attentamente. E mentre me ne andavo, non dormendo, con sveglie lacrime, il mondo dormiva.
Vasta è la notte; come un pensiero.
Percorro un sospeso viale; un decantato sentiero da la neve.
Una foglia cade.
Una viola amara, lasciata in strada, colgo; e non appena sale lo sguardo colli e di là una desolata rosa nel bianco guardo. (continua…)
12 gennaio 2010
Stabat nuda aestas – D’Annunzio
Primamente intravidi il suo piè stretto
scorrere su per gli aghi arsi dei pini
ove estuava l’aere con grande
tremito, quasi bianca vampa effusa. (continua…)
La pioggia nel pineto – D’Annunzio
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane. (continua…)
La sabbia del tempo – D’Annunzio
Come scorrea la calda sabbia lieve
per entro il cavo della mano in ozio
il cor sentì che il giorno era più breve. (continua…)
La sera fiesolana – D’Annunzio
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscío che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta (continua…)