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	<title>Poesie &#187; Goethe</title>
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	<description>archivio di poesie</description>
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		<title>Il re degli elfi &#8211; Goethe</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goethe]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi cavalca così tardi per la notte e il vento?
È il padre con il suo figlioletto;
se l&#8217;è stretto forte in braccio,
lo regge sicuro, lo tiene al caldo.
«Figlio, perché hai paura e il volto ti celi?»
«Non vedi, padre, il re degli Elfi?
Il re degli Elfi con la corona e lo strascico?»
«Figlio, è una lingua di nebbia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi cavalca così tardi per la notte e il vento?</p>
<p>È il padre con il suo figlioletto;</p>
<p>se l&#8217;è stretto forte in braccio,</p>
<p>lo regge sicuro, lo tiene al caldo.<span id="more-276"></span></p>
<p>«Figlio, perché hai paura e il volto ti celi?»</p>
<p>«Non vedi, padre, il re degli Elfi?</p>
<p>Il re degli Elfi con la corona e lo strascico?»</p>
<p>«Figlio, è una lingua di nebbia, nient&#8217;altro.»</p>
<p>«Caro bambino, su, vieni con me!</p>
<p>Vedrai i bei giochi che farò con te;</p>
<p>tanti fiori ha la riva, di vari colori,</p>
<p>mia madre ha tante vesti d&#8217;oro».</p>
<p>«Padre mio, padre mio, la promessa non senti,</p>
<p>che mi sussurra il re degli Elfi?»</p>
<p>«Stai buono, stai buono, è il vento, bambino mio,</p>
<p>tra le foglie secche, con il suo fruscio.»</p>
<p>«Bel fanciullo, vuoi venire con me?</p>
<p>Le mie figlie avranno cura di te.</p>
<p>Le mie figlie di notte guidano la danza</p>
<p>ti cullano, ballano, ti cantano la ninna-nanna».</p>
<p>«Padre mio, padre mio, in quel luogo tetro non vedi</p>
<p>laggiù le figlie del re degli Elfi?»</p>
<p>«Figlio mio, figlio mio, ogni cosa distinguo;</p>
<p>i vecchi salci hanno un chiarore grigio.»</p>
<p>«Ti amo, mi attrae la tua bella persona,</p>
<p>e se tu non vuoi, ricorro alla forza».</p>
<p>«Padre mio, padre mio, mi afferra in questo istante!</p>
<p>Il re degli Elfi mi ha fatto del male!»</p>
<p>Preso da orrore il padre veloce cavalca,</p>
<p>il bimbo che geme, stringe fra le sue braccia,</p>
<p>raggiunge il palazzo con stento e con sforzo,</p>
<p>nelle sue braccia il bambino era morto.</p>
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		</item>
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		<title>Canto di nozze &#8211; Goethe</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goethe]]></category>

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		<description><![CDATA[Cantiamo e narriamo così volentieri del conte
che ha dimorato in questo castello,
qui, dove il nipote del defunto signore,
oggi sposo, voi celebrate con un banchetto.
Egli aveva combattuto nella guerra santa,
con onore, vincendo più d&#8217;una battaglia;
e quando dal suo destriero discese a casa,
trovò lassù il suo caro castello,
ma ogni servitore e ogni avere disperso.
Conte mio, ora a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cantiamo e narriamo così volentieri del conte</p>
<p>che ha dimorato in questo castello,</p>
<p>qui, dove il nipote del defunto signore,</p>
<p>oggi sposo, voi celebrate con un banchetto.</p>
<p>Egli aveva combattuto nella guerra santa,</p>
<p>con onore, vincendo più d&#8217;una battaglia;</p>
<p>e quando dal suo destriero discese a casa,</p>
<p>trovò lassù il suo caro castello,</p>
<p>ma ogni servitore e ogni avere disperso.<span id="more-274"></span></p>
<p>Conte mio, ora a casa tu sei,</p>
<p>trovi le cose tue ancora più grame!</p>
<p>Per le finestre soffiano i venti;</p>
<p>passano per tutte le stanze.</p>
<p>Che cosa fare in una notte d&#8217;autunno?</p>
<p>Ma io ne ho passate anche di peggio,</p>
<p>poi il mattino ha rimediato a tutto.</p>
<p>Quindi al chiaro di luna in fretta</p>
<p>a dormire, sulla paglia, nella lettiera.</p>
<p>E quando sta per cedere al sopore,</p>
<p>qualcosa si muove sotto il letto.</p>
<p>Il topo, frusci fino a che vuole.</p>
<p>Se avesse una briciola, almeno!</p>
<p>Ma guarda! Un minuscolo cosino,</p>
<p>un nanerottolo, così piccolo, con un lumicino,</p>
<p>che si accinge a un discorso forbito,</p>
<p>ai piedi del conte, che è stanco morto,</p>
<p>e, se non dorme, desidera il sonno.</p>
<p>«Ci siamo dati alle feste da quando</p>
<p>hai lasciato le stanze, qui sopra,</p>
<p>e credendo che tu fossi lontano lontano,</p>
<p>abbiamo pensato di fare baldoria.</p>
<p>Se permetti e non ti ripugna la cosa,</p>
<p>banchettano i nani, in allegria rumorosa,</p>
<p>in onore della sposa ricca e graziosa.»</p>
<p>Il conte, nel piacere del sogno che avanza:</p>
<p>«continuate a servirvi di questa stanza!»</p>
<p>Vengono tre cavalieri, sbucano fuori,</p>
<p>loro che erano rimasti sotto il letto;</p>
<p>segue un coro, musicale e canoro,</p>
<p>di figurine dal fare burlesco;</p>
<p>e carri e carri tutti bardati,</p>
<p>da lasciare attoniti e meravigliati,</p>
<p>come solo succede in castelli regali;</p>
<p>alfine su un carro dorato ecco</p>
<p>gli ospiti e la sposa che vengono.</p>
<p>Ognuno corre in sfrenato galoppo,</p>
<p>si sceglie il suo posto nella sala;</p>
<p>per un roteare, ballare, saltare giocoso,</p>
<p>ognuno si sceglie la sua dama.</p>
<p>Si fischia, si sviolina, si tintinna, si trilla,</p>
<p>si vortica e strascica, si fruscia e ci si intrica,</p>
<p>si sussurra e si frulla, si bisbiglia e si scricchia;</p>
<p>il nostro conte, lui guarda da quella parte,</p>
<p>gli sembra di essere febbricitante.</p>
<p>Ora si brancola, si fa chiasso, si strepita</p>
<p>da panche, sedie e tavoli nella sala,</p>
<p>ognuno al banchetto festoso desidera</p>
<p>ristorarsi vicino alla sua dama;</p>
<p>portano salsicce e prosciuttini,</p>
<p>e arrosto e pesce e selvaggina,</p>
<p>gira e rigira l&#8217;amabile vino;</p>
<p>rumori e vezzi durano tanto,</p>
<p>svaniscono infine nel canto. -</p>
<p>Se vogliamo cantare il séguito della vicenda,</p>
<p>si acqueti la frenetica baldoria.</p>
<p>La scena minuscola, vista con aria benevola,</p>
<p>ha potuto osservarla in grande, con gioia.</p>
<p>Trombe ed eco di suoni e di canti</p>
<p>e carri e cavalieri e cortei nuziali,</p>
<p>vengono, appaiono, s&#8217;inchinano tutti quanti,</p>
<p>folla infinita di gente in festa.</p>
<p>Così fu allora e così oggi resta.</p>
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		<item>
		<title>Lo scavatore di tesori &#8211; Goethe</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goethe]]></category>

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		<description><![CDATA[Povero in canna, malato nel cuore,
trascinavo i miei lunghi giorni.
Il male peggiore è l&#8217;essere poveri,
la ricchezza è il bene più grande.
Per mettere fine al mio dolore,
a scavare un tesoro andai.
La mia anima, l&#8217;avrai!
Scrissi con il mio stesso sangue.
Cerchio dopo cerchio trassi,
e misi insieme fiamme
prodigiose, erbe e ossame:
così fu pronta la fattura.
E nei modi tramandati
cercai, scavando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Povero in canna, malato nel cuore,</p>
<p>trascinavo i miei lunghi giorni.</p>
<p>Il male peggiore è l&#8217;essere poveri,</p>
<p>la ricchezza è il bene più grande.</p>
<p>Per mettere fine al mio dolore,</p>
<p>a scavare un tesoro andai.</p>
<p>La mia anima, l&#8217;avrai!<span id="more-272"></span></p>
<p>Scrissi con il mio stesso sangue.</p>
<p>Cerchio dopo cerchio trassi,</p>
<p>e misi insieme fiamme</p>
<p>prodigiose, erbe e ossame:</p>
<p>così fu pronta la fattura.</p>
<p>E nei modi tramandati</p>
<p>cercai, scavando nel luogo</p>
<p>indicato, il vecchio tesoro;</p>
<p>la notte di burrasca era scura.</p>
<p>Vidi da lontano una luce,</p>
<p>veniva simile a una stella</p>
<p>da una distanza immensa,</p>
<p>mezzanotte precisa scoccava.</p>
<p>Ogni preparativo fu inutile:</p>
<p>d&#8217;un tratto un bagliore si accende</p>
<p>da una tazza colma che splende,</p>
<p>un bel ragazzo la portava.</p>
<p>Vidi rifulgere occhi incantevoli</p>
<p>sotto una folta corona di fiori;</p>
<p>entrò, nel celestiale splendore</p>
<p>della bevanda, in mezzo al cerchio.</p>
<p>Mi diede da bere, amichevole;</p>
<p>e pensai: con un regalo</p>
<p>così bello, di luce, questo ragazzo</p>
<p>non sarà il maligno davvero.</p>
<p>Dalla vita pura attingi il coraggio!</p>
<p>Così intenderai il precetto,</p>
<p>con angoscioso sortilegio</p>
<p>in questo luogo non ritornare.</p>
<p>Qui più non scavare invano:</p>
<p>lavoro di giorno, ospiti nelle tue sere,</p>
<p>grevi settimane, feste allegre,</p>
<p>sia la tua formula per l&#8217;avvenire!</p>
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		<title>La danza macabra &#8211; Goethe</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goethe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il campanaro, lui a mezzanotte
sulla fila di tombe china lo sguardo:
la luna ha diffuso dovunque il chiarore,
è come se fosse giorno nel camposanto.
Si muove una tomba, un&#8217;altra, e dopo
vengono fuori, una donna, ecco, un uomo,
in candidi sudari con lo strascico.
Si stira i malleoli &#8211; vogliono divertirsi
sùbito &#8211; per il girotondo quella brigata
di poveri e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il campanaro, lui a mezzanotte</p>
<p>sulla fila di tombe china lo sguardo:</p>
<p>la luna ha diffuso dovunque il chiarore,</p>
<p>è come se fosse giorno nel camposanto.</p>
<p>Si muove una tomba, un&#8217;altra, e dopo</p>
<p>vengono fuori, una donna, ecco, un uomo,</p>
<p>in candidi sudari con lo strascico.<span id="more-270"></span></p>
<p>Si stira i malleoli &#8211; vogliono divertirsi</p>
<p>sùbito &#8211; per il girotondo quella brigata</p>
<p>di poveri e di giovani, di vecchi e di ricchi;</p>
<p>ma gli strascichi sono di inciampo alla danza.</p>
<p>E poiché qui il pudore non ha più da dare</p>
<p>ordini, tutti si scuotono: sparse</p>
<p>giacciono sui tumuli le camiciole.</p>
<p>Ora il femore salta, la gamba si scrolla,</p>
<p>si dànno contorte movenze, e frammezzo</p>
<p>ogni tanto si scricchia e si crocchia,</p>
<p>come se le bacchette battessero il tempo.</p>
<p>Per il campanaro la scena è così comica!</p>
<p>E il tentatore, il burlone, gli mormora:</p>
<p>«Vai a prenderti uno dei lenzuoli funebri!»</p>
<p>Detto fatto! E lui in fretta si rifugia</p>
<p>dietro porte consacrate. Limpido</p>
<p>è sempre il chiarore della luna</p>
<p>sulla danza che fa raccapriccio.</p>
<p>Ma alfine si dilegua uno dopo l&#8217;altro,</p>
<p>se ne va ravvolto nel suo sudario,</p>
<p>ed ecco, è sotto la zolla erbosa.</p>
<p>In coda sgambetta e inciampa uno soltanto</p>
<p>e brancola vicino alle tombe e le aggraffa;</p>
<p>ma la grave offesa non è di un compagno,</p>
<p>lui fiuta il panno per aria.</p>
<p>Lo ricaccia la porta della torre, che scuote,</p>
<p>adorna e benedetta, per la buona sorte</p>
<p>del campanaro: riluce di croci metalliche.</p>
<p>Deve avere la camicia, ma non si ferma,</p>
<p>pensarci a lungo non è necessario;</p>
<p>ora quel coso il fregio gotico afferra</p>
<p>e s&#8217;arrampica di pinnacolo in pinnacolo.</p>
<p>Per il poveretto, per il campanaro, è finita!</p>
<p>Lui s&#8217;inerpica, di voluta in voluta,</p>
<p>simile a un ragno dalle lunghe zampe.</p>
<p>Il campanaro sbianca, il campanaro trema,</p>
<p>ora vorrebbe rendergli il lenzuolo.</p>
<p>Adesso &#8211; per lui è l&#8217;ora estrema -</p>
<p>un uncino di ferro aggranfia l&#8217;orlo.</p>
<p>Si dilegua la luce, s&#8217;intorbida la luna,</p>
<p>la campana tuona un possente tocco dell&#8217;una,</p>
<p>e lo scheletro in basso si sfracella.</p>
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