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	<title>Poesie &#187; Mallarmé</title>
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	<description>archivio di poesie</description>
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		<title>Dono di versi &#8211; Mallarmè</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti reco questo figlio d&#8217;una notte idumea!
Nera, spiumata, pallido sangue all&#8217;ala febea,
Pel vetro che d&#8217;aromi fiammeggianti si dora,
Per le finestre, ahimé ghiacciate e fosche ancora, 
L&#8217;aurora si gettò sulla lampada angelica.
Palme! e quando mostrò essa quella reliquia
Al padre che nemico un sorriso tentò,
L&#8217;azzurra solitudine inutile tremò.
O tu che culli, con la bimba e l&#8217;innocenza
Dei vostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti reco questo figlio d&#8217;una notte idumea!<br />
Nera, spiumata, pallido sangue all&#8217;ala febea,<br />
Pel vetro che d&#8217;aromi fiammeggianti si dora,<br />
Per le finestre, ahimé ghiacciate e fosche ancora, <span id="more-218"></span><br />
L&#8217;aurora si gettò sulla lampada angelica.<br />
Palme! e quando mostrò essa quella reliquia<br />
Al padre che nemico un sorriso tentò,<br />
L&#8217;azzurra solitudine inutile tremò.<br />
O tu che culli, con la bimba e l&#8217;innocenza<br />
Dei vostri piedi freddi, accogli quest&#8217;orrenda<br />
Nascita: ed evocando clavicembalo e viola,<br />
Premerai tu col vizzo dito il seno che cola<br />
La donna in sibillina bianchezza per la bocca<br />
Dall&#8217;azzurro affamata, dall&#8217;alta aria non tocca?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Canzonette &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

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		<description><![CDATA[I • (Il Ciabattino)
Fuor della pece nulla da fare,
Candido è il giglio, come odore
Semplicemente è da preferire
A questo buon aggiustatore.
Egli ora sta per aggiuntare
Cuoio più ch&#8217;io mai abbia avuto
Al mio paio e fa disperare
Un bisogno di piede nudo.
Il suo martello che non sbaglia
Fissa chiodi motteggiatori
Sulla suola sempre la voglia
Conducente ad altri sentieri.
Calzature ricreerebbe,
O piedi! se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I • (Il Ciabattino)<br />
Fuor della pece nulla da fare,<br />
Candido è il giglio, come odore<br />
Semplicemente è da preferire<br />
A questo buon aggiustatore.<span id="more-216"></span></p>
<p>Egli ora sta per aggiuntare<br />
Cuoio più ch&#8217;io mai abbia avuto<br />
Al mio paio e fa disperare<br />
Un bisogno di piede nudo.</p>
<p>Il suo martello che non sbaglia<br />
Fissa chiodi motteggiatori<br />
Sulla suola sempre la voglia<br />
Conducente ad altri sentieri.</p>
<p>Calzature ricreerebbe,<br />
O piedi! se voi lo voleste!<br />
II • (La Venditrice d&#8217;erbe aromatiche)</p>
<p>La tua paglia blu di lavanda<br />
Non crederai con questo ardito<br />
Cipiglio che tu me la venda<br />
Come all&#8217;ipocrita t&#8217;è riuscito</p>
<p>S&#8217;egli il suo muro ne tappezza<br />
Il muro dei luoghi assoluti<br />
Per il ventre che si fa beffa<br />
Di bei sentimenti rivenuti.</p>
<p>Meglio tra mezzo ad una chioma<br />
Invadente lì tu la metta<br />
Che si senta il salubre aroma,<br />
Zeffirina, Pamela, Betta,</p>
<p>O verso lo sposo conduci<br />
Le primizie delle tue pulci.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brindisi funebre &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapoetica.com/poesie/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[O tu, fatale emblema della nostra ventura!
Saluto di demenza e libagione oscura,
Certo non alla magica speranza del passaggio
Alzo la coppa in cui soffre un mostro dorato!
La tua apparizione ormai più non mi basta:
Poiché io stesso in luogo di porfido t&#8217;ho posto.
Il rito è per le mani d&#8217;estinguere la face
Contro le ferree porte del sepolcro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O tu, fatale emblema della nostra ventura!</p>
<p>Saluto di demenza e libagione oscura,<br />
Certo non alla magica speranza del passaggio<br />
Alzo la coppa in cui soffre un mostro dorato!<br />
La tua apparizione ormai più non mi basta:<br />
Poiché io stesso in luogo di porfido t&#8217;ho posto.<br />
Il rito è per le mani d&#8217;estinguere la face<br />
Contro le ferree porte del sepolcro che tace: <span id="more-214"></span><br />
E mal s&#8217;ignora, eletto per questa nostra quieta<br />
Festa di celebrare l&#8217;assenza del poeta,<br />
Che questo bel sepolcro in sé lo chiude intero.<br />
Eccetto che la gloria ardente del mestiere,<br />
Fino all&#8217;ora comune e vile della cenere,<br />
Pel vetro acceso d&#8217;una sera fiera di scendere,<br />
Ritorna verso i fuochi del puro sol mortale!</p>
<p>Magnifico, totale e solitario, tale<br />
Esalando vacilla il falso orgoglio umano.<br />
Questa folla feroce! Essa annuncia: noi siamo<br />
La triste opacità di noi spettri futuri.<br />
Ma il blasone dei lutti sparso su vani muri<br />
D&#8217;una lacrima il lucido orrore ho disprezzato,<br />
Quando, sordo al mio sacro distico, né allarmato,<br />
Qualcuno dei passanti, superbo, cieco e muto,<br />
Ravvolto nel suo vago sudario, si trasmuta<br />
Nell&#8217;eroe intangibile della postuma attesa.<br />
Vasto abisso portato nelle nebbie a distesa<br />
Dal turbo di parole ch&#8217;egli non disse ancora,<br />
Il nulla a questo Uomo abolito di allora:<br />
&#8220;Memorie d&#8217;orizzonti, cos&#8217;è, o tu, la Terra?&#8221;<br />
Urla quel sogno; e, voce la cui luce si perda,<br />
Lo spazio ha per trastullo il grido: &#8220;Io non so!&#8221;</p>
<p>Il Maestro, col grave occhio, pacificò<br />
Sui suoi passi dell&#8217;eden l&#8217;inquieta meraviglia<br />
Il cui finale brivido, sol con la voce, sveglia<br />
Il mistero d&#8217;un nome per il Giglio e la Rosa.<br />
Resta, di questa sorte, resta mai qualche cosa?<br />
Una oscura credenza, o voi tutti, v&#8217;ingombra.<br />
Il genio luminoso eterno non ha ombra.<br />
Io voglio, pensieroso di voi, voglio vedere<br />
A chi si dileguò, ieri, dentro il dovere<br />
Ideale che sono i parchi di quest&#8217;astro,<br />
Restare per l&#8217;onore del tranquillo disastro<br />
Una solenne, vasta agitazione in cielo<br />
Di parole, ebbra porpora, calice sullo stelo,<br />
Che quel diafano sguardo, diamante, acqua d&#8217;aurora,<br />
Rimasto là sui fiori di cui nessuno muore,<br />
Alza solo tra l&#8217;ora ed il raggio del giorno!</p>
<p>Dei nostri veri parchi è già tutto il soggiorno,<br />
Dove il poeta puro, col gesto largo e mite<br />
Al sogno, del suo còmpito nemico, lo interdice;<br />
Affinchè nel mattino del suo riposo altero<br />
Sorga, ornamento al bianco viale del cimitero,<br />
Quando l&#8217;antica morte è come per Gautier<br />
Di non aprire i sacri occhi e tacere in sé,<br />
Il solido sepolcro che tutti i danni inghiotte,<br />
E l&#8217;avaro silenzio e la pesante notte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brezza marina &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

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		<description><![CDATA[La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire là, fuggire! Io sento uccelli ebbri
D&#8217;esistere tra cieli ed ignorate spume.
O notti! né il chiarore deserto del mio lume
Sulla pagina vuota che il candore difende, 
Riterrà questo cuore che al mare si protende,
Né la giovane donna che allatta ad una culla,
Né antichi parchi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.<br />
Fuggire là, fuggire! Io sento uccelli ebbri<br />
D&#8217;esistere tra cieli ed ignorate spume.<br />
O notti! né il chiarore deserto del mio lume<br />
Sulla pagina vuota che il candore difende, <span id="more-211"></span><br />
Riterrà questo cuore che al mare si protende,<br />
Né la giovane donna che allatta ad una culla,<br />
Né antichi parchi a specchio d&#8217;occhi pensosi, nulla.<br />
Io partirò! Veliero dall&#8217;alta alberatura,<br />
Salpa l&#8217;ancora verso un&#8217;esotica natura!<br />
Un Tedio, desolato dalle speranze inani,<br />
Crede ancora all&#8217;addio supremo delle mani!<br />
E questi alberi forse, amici alle-tempeste,<br />
Sono quelli perduti che il vento adesso investe,<br />
Perduti, senza vele, né verdi isole ormai&#8230;<br />
Ma tu, mio cuore, ascolta cantare i marinai!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biglietto &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

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		<description><![CDATA[Non raffiche senza motivo
Come ad occupare la via
(Cappelli in volo fuggitivo);
Ma una danzatrice apparita
Turbo di mussolina oppure
Furor di spume scompigliato
Che alza con le ginocchia pure
Quella di cui abbiamo vissuto
Per tutto, non lui, insistito
Spirituale, ebbra ed immobile
Folgorare col lieve vestito
Senza farsi altro proposito
Che scherzoso possa il ventare
Della gonna Whistler sfiorare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non raffiche senza motivo<br />
Come ad occupare la via<br />
(Cappelli in volo fuggitivo);<br />
Ma una danzatrice apparita<span id="more-209"></span></p>
<p>Turbo di mussolina oppure<br />
Furor di spume scompigliato<br />
Che alza con le ginocchia pure<br />
Quella di cui abbiamo vissuto</p>
<p>Per tutto, non lui, insistito<br />
Spirituale, ebbra ed immobile<br />
Folgorare col lieve vestito<br />
Senza farsi altro proposito</p>
<p>Che scherzoso possa il ventare<br />
Della gonna Whistler sfiorare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Arietta &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

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		<description><![CDATA[I • &#8220;Qualunque una solitudine&#8230;&#8221;
Qualunque una solitudine
Senza il cigno né la riva
Mira la sua desuetudine
Alla vista che io priva
Qui lasciai della gloriuzza
Alta così da non giungerla
Di cui molto cielo si screzia
Coi gioielli del crepuscolo
Ma languidamente costeggia
Come tolto abito bianco
Tale un uccello se s&#8217;immerga
Esultante lì daccanto
Nell&#8217;onda te divenuta
Tua fervida gioia nuda.
 
II • &#8220;Indomabilmente ha dovuto&#8230;&#8221;
Indomabilmente ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I • &#8220;Qualunque una solitudine&#8230;&#8221;<br />
Qualunque una solitudine<br />
Senza il cigno né la riva<br />
Mira la sua desuetudine<br />
Alla vista che io priva<span id="more-207"></span></p>
<p>Qui lasciai della gloriuzza<br />
Alta così da non giungerla<br />
Di cui molto cielo si screzia<br />
Coi gioielli del crepuscolo</p>
<p>Ma languidamente costeggia<br />
Come tolto abito bianco<br />
Tale un uccello se s&#8217;immerga<br />
Esultante lì daccanto</p>
<p>Nell&#8217;onda te divenuta<br />
Tua fervida gioia nuda.</p>
<p> </p>
<p>II • &#8220;Indomabilmente ha dovuto&#8230;&#8221;</p>
<p>Indomabilmente ha dovuto<br />
Come si lancia la speranza<br />
Prorompere lassù perduto<br />
Con furore e con silenzio,</p>
<p>Voce straniera nella folta<br />
Selvetta e non da eco seguìta<br />
L&#8217;uccello che mai non s&#8217;ascolta<br />
Un&#8217;altra volta nella vita.</p>
<p>Egli questo nel dubbio esala<br />
E selvatico musicista,<br />
Se non dalla sua dalla mia gola<br />
Il singhiozzo salì più triste</p>
<p>Ora straziato egli intero<br />
Resterà su qualche sentiero!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Apparizione &#8211; Mallarmé</title>
		<link>http://www.culturapoetica.com/poesie/apparizione-mallarme.html</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapoetica.com/poesie/?p=205</guid>
		<description><![CDATA[La luna s&#8217;attristava. Serafini piangenti,
L&#8217;archetto alzato, in sogno, dalle viole morenti
Traevan, nella calma di vaporosi fiori,
Bianchi singhiozzi a petali dagli azzurri pallori. 
- Era quel santo giorno del nostro primo bacio.
La fantasia, martirio cui da sempre soggiaccio,
S&#8217;inebriava sapiente al profumo di tristezza
Che pur senza rimpianto lascia e senza amarezza
La vendemmia d&#8217;un sogno al cuore che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La luna s&#8217;attristava. Serafini piangenti,<br />
L&#8217;archetto alzato, in sogno, dalle viole morenti<br />
Traevan, nella calma di vaporosi fiori,<br />
Bianchi singhiozzi a petali dagli azzurri pallori. <span id="more-205"></span><br />
- Era quel santo giorno del nostro primo bacio.<br />
La fantasia, martirio cui da sempre soggiaccio,<br />
S&#8217;inebriava sapiente al profumo di tristezza<br />
Che pur senza rimpianto lascia e senza amarezza<br />
La vendemmia d&#8217;un sogno al cuore che l&#8217;ha colto.<br />
Dunque erravo, alle vecchie pietre l&#8217;occhio raccolto,<br />
Quando per via, col sole sui capelli splendente,<br />
E nella sera, tu m&#8217;apparisti ridente,<br />
Ed io vidi la fata dal cappuccio di luce<br />
Che un tempo sui miei sonni di fanciullo felice<br />
Già passava, lasciando, dalle sue mani belle,<br />
Nevicar bianchi fiori di profumate stelle.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Angoscia &#8211; Mallarmé</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapoetica.com/poesie/?p=203</guid>
		<description><![CDATA[Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia
Che i peccati d&#8217;un popolo accogli, né a scavare
Nei tuoi capelli impuri una triste tempesta
Sotto il tedio incurabile che versa il mio baciare:
Chiedo al tuo letto il sonno pesante, senza sogni,
Librato sotto il velo segreto dei rimorsi,
E che tu puoi gustare dopo le tue menzogne
Nere, tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia<br />
Che i peccati d&#8217;un popolo accogli, né a scavare<br />
Nei tuoi capelli impuri una triste tempesta<br />
Sotto il tedio incurabile che versa il mio baciare:<span id="more-203"></span></p>
<p>Chiedo al tuo letto il sonno pesante, senza sogni,<br />
Librato sotto il velo segreto dei rimorsi,<br />
E che tu puoi gustare dopo le tue menzogne<br />
Nere, tu che del nulla conosci più che i morti.</p>
<p>Poi che il Vizio, rodendomi l&#8217;antica nobiltà,<br />
M&#8217;ha come te segnato di sua sterilità;<br />
Ma mentre nel tuo seno di pietra abita un cuore</p>
<p>Che crimine o rimorso mai potrà divorare,<br />
Io pallido, disfatto, fuggo col mio sudario,<br />
Sgomento di morire se dormo solitario.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Altro ventaglio &#8211; Mallarmé</title>
		<link>http://www.culturapoetica.com/poesie/altro-ventaglio-mallarme.html</link>
		<comments>http://www.culturapoetica.com/poesie/altro-ventaglio-mallarme.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 12:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mallarmé]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapoetica.com/poesie/?p=200</guid>
		<description><![CDATA[Sognatrice, in pura delizia
Per te affondo senza cammino,
Sappi, con sottile malizia,
Serbar la mia ala nella mano.
Una freschezza di crepuscolo
Dal prigioniero colpo giunge
E l&#8217;orizzonte ad ogni battito
Delicatamente respinge.
Vertigine! ecco abbrividisce
Lo spazio come un grande-bacio,
Folle perché invano fiorisce
Non può salire né aver pace.
Senti il severo paradiso
Simile ad un riso sepolto
Scivolare giù dal tuo viso
Nelle pieghe unanimi accolto!
È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sognatrice, in pura delizia<br />
Per te affondo senza cammino,<br />
Sappi, con sottile malizia,<br />
Serbar la mia ala nella mano.<span id="more-200"></span></p>
<p>Una freschezza di crepuscolo<br />
Dal prigioniero colpo giunge<br />
E l&#8217;orizzonte ad ogni battito<br />
Delicatamente respinge.</p>
<p>Vertigine! ecco abbrividisce<br />
Lo spazio come un grande-bacio,<br />
Folle perché invano fiorisce<br />
Non può salire né aver pace.</p>
<p>Senti il severo paradiso<br />
Simile ad un riso sepolto<br />
Scivolare giù dal tuo viso<br />
Nelle pieghe unanimi accolto!</p>
<p>È scettro delle rive rosa<br />
Stagnanti nelle sere d&#8217;opale,<br />
Bianco volo chiuso che posa<br />
Accanto al fuoco del bracciale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.culturapoetica.com/poesie/altro-ventaglio-mallarme.html/feed</wfw:commentRss>
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