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	<title>Poesie &#187; Rimbaud</title>
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		<title>Vagabondi &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[Miscrevole fratello! Quante atroci veglie gli dovetti! «Non m&#8217;impadronivo ferventemente di quell&#8217;impresa. Mi ero burlato della sua infermità. Per colpa mia tornavamo in esilio, in schiavitù». Egli mi supponeva una disdetta e una ingenuità assai bizzarre, e aggiungeva ragioni inquietanti.
lo rispondevo sogghignando a quel satanico dottore, e finivo coll&#8217;andare alla finestra. Creavo, al di là [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Miscrevole fratello! Quante atroci veglie gli dovetti! «Non m&#8217;impadronivo ferventemente di quell&#8217;impresa. Mi ero burlato della sua infermità. Per colpa mia tornavamo in esilio, in schiavitù». Egli mi supponeva una disdetta e una ingenuità assai bizzarre, e aggiungeva ragioni inquietanti.<span id="more-268"></span></p>
<p>lo rispondevo sogghignando a quel satanico dottore, e finivo coll&#8217;andare alla finestra. Creavo, al di là della campagna attraversata da strisce di musica rara, i fantasmi del futuro lusso notturno.</p>
<p>Dopo questa distrazione vagamente igienica, mi stendevo su un pagliericcio. E quasi ogni notte, appena addormentato, il povero fratello si destava, putrefatta la bocca, strappati gli occhi &#8211; quale sognava se stesso! &#8211; e mi traeva nella sala, urlando il suo sogno di dolore idiota.</p>
<p>Avevo infatti, con assoluta sincerità di spirito, assunto l&#8217;impegno di restituirlo alla sua condizione primitiva di figlio del Sole &#8211; ed erravamo, nutriti del vino delle caverne e del biscotto della strada, io ansioso di trovare il luogo e la formula.</p>
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		<title>Angoscia &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; forse possibile ch&#8217;Ella mi faccia perdonare le ambizioni continuamente schiacciate, che una fine negli agi compensi le epoche di indigenza, che un giorno di successo ci addormenti &#8217;sulla vergogna della nostra fatale inettitudine?
(O palme! diamante! &#8211; Amore, forza! &#8211; più in alto di tutte le gioie e le glorie! &#8211; ad ogni costo &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; forse possibile ch&#8217;Ella mi faccia perdonare le ambizioni continuamente schiacciate, che una fine negli agi compensi le epoche di indigenza, che un giorno di successo ci addormenti &#8217;sulla vergogna della nostra fatale inettitudine?<span id="more-266"></span></p>
<p>(O palme! diamante! &#8211; Amore, forza! &#8211; più in alto di tutte le gioie e le glorie! &#8211; ad ogni costo &#8211; dovunque, démone, dio &#8211; giovinezza di questo essere: io!).</p>
<p>Che gli accidenti della pantomima scientifica e dei movimenti di fraternità sociale siano teneramente amati come progressiva restituzione della libertà primitiva?</p>
<p>Ma lei, il Vampiro che ci rende gentili, ordina che ci divertiamo con quanto ci lascia, o che altrimenti siamo più buffi.</p>
<p>Correre alle ferite, attraverso l&#8217;aria spossante e il mare; ai supplizi, attraverso il silenzio delle acque e dell&#8217;aria che uccidono; alle torture che ridono, nel loro silenzio atrocemente agitato.</p>
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		<title>Genio &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[Egli è l&#8217;affetto e il presente, poiché ha fatto la casa aperta all&#8217;inverno schiumoso e al frastuono dell&#8217;estato &#8211; lui che ha purificato le bevande e gli alimenti &#8211; lui che è l&#8217;incanto dei luoghi fuggenti e la delizia sovrumana delle soste. &#8211; Egli è l&#8217;affetto e l&#8217;avvenire, la forza e l&#8217;amore che noi, ritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egli è l&#8217;affetto e il presente, poiché ha fatto la casa aperta all&#8217;inverno schiumoso e al frastuono dell&#8217;estato &#8211; lui che ha purificato le bevande e gli alimenti &#8211; lui che è l&#8217;incanto dei luoghi fuggenti e la delizia sovrumana delle soste. &#8211; Egli è l&#8217;affetto e l&#8217;avvenire, la forza e l&#8217;amore che noi, ritti nei furori e nei tedi, vediamo passare nel cielo in tempesta e nelle bandiere d&#8217;estasi.<span id="more-263"></span></p>
<p>Egli è l&#8217;amore, misura perfetta e reinventata, ragione meravigliosa e imprevista, e l&#8217;eternità: macchina amata delle qualità fatali. Abbiamo tutti avuto lo spavento della sua concessione e della nostra: o godimento della nostra salute, slancio delle nostre facoltà, affetto egoista e passione per lui &#8211; lui che ci ama per la sua vita infinita&#8230;</p>
<p>E noi lo ricordiamo ed egli viaggia&#8230; E se l&#8217;Adorazione se ne va, risuona, la sua promessa risuona: «Indietro queste superstizioni, questi antichi corpi, queste coppie e questa l&#8217;epoca sprofondata!».</p>
<p>Non se ne andrà., non ridiscenderà da un cielo, non compirà la redenzione delle collere delle donne, delle allegrezze degli uomini e di tutto questo Peccato. poiché già questo è realtà, dal momento ch&#8217;egli esiste ed è amato.</p>
<p>Oh, i suoi respiri, le sue teste, le sue corse: la terribile celerità della perfezione delle forme e dell&#8217;azione</p>
<p>Oh, fecondità dello spirito e immensità dell&#8217;universo!</p>
<p>Il suo corpo! l&#8217;evasione sognata, schianto della grazia incrociata di violenza nuova!</p>
<p>La sua vista, la sua vista! tutti gli inginocchiamenti antichi e i dolori rialzati sulla sua scia.</p>
<p>Il suo giorno! l&#8217;abolizione di tutte le sofferenze sonore e moventi nella musica più intensa.</p>
<p>Il suo passo! le migrazioni più enormi delle antiche invasioni.</p>
<p>Oh, Lui e noi! l&#8217;orgoglio più benevolo delle carità perdute.</p>
<p>Oh, mondo! e il canto chiaro delle nuove sventure!</p>
<p>Egli ci ha tutti conosciuti e tutti amati. Sappiamo, in questa notte d&#8217;inverno, da un capo all&#8217;altro, dal polo tumultuoso al castello, dalla folla alla spiaggia, di sguardo in sguardo, nella stanchezza delle forze e dei sentimenti, chiamarlo e vederlo, e rimandarlo, e, sotto le marce e in cima ai deserti di neve, seguire le sue vedute &#8211; i suoi respiri &#8211; il suo corpo &#8211; la sua luce.</p>
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		<title>Vergogna &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[Finché la lama non avrà tagliato questo cervello, questo pacco bianco, verde e grasso dalle esalazioni sempre uguali&#8230;
(Ah! Lui dovrebbe tagliarsi il naso, il labbro, le orecchie, il ventre! e fare abbandono delle sue gambe! Oh, meraviglia!).
Ma no. Davvero, credo che finché per la sua testa la lama, i ciottoli per il suo fianco, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finché la lama non avrà tagliato questo cervello, questo pacco bianco, verde e grasso dalle esalazioni sempre uguali&#8230;</p>
<p>(Ah! Lui dovrebbe tagliarsi il naso, il labbro, le orecchie, il ventre! e fare abbandono delle sue gambe! Oh, meraviglia!).<span id="more-261"></span></p>
<p>Ma no. Davvero, credo che finché per la sua testa la lama, i ciottoli per il suo fianco, per le sue budella la fiamma</p>
<p>non avranno agito, il bambino importuno, la così stupida bestia, non deve cessare un istante di giocar d&#8217;astuzia e d&#8217;esser traditore</p>
<p>come un gatto delle, Montagne Rocciose e di appestare l&#8217;universo! &#8211; Ma alla sua morte, mio Dio, s&#8217;innalzi qualche preghiera!</p>
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		<title>Liquidazione &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:50:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[Da vendere ciò che gli Ebrei non hanno venduto, ciò che nobiltà e delitto non hanno gustato, ciò che ignorano l&#8217;amore maledetto e la probità infernale delle masse! ciò che il tempo e la scienza non devono riconoscere:
le Voci ricostituite; il risveglio fraterno di tutte le energie corali e orchestrali e le loro applicazioni istantanee; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da vendere ciò che gli Ebrei non hanno venduto, ciò che nobiltà e delitto non hanno gustato, ciò che ignorano l&#8217;amore maledetto e la probità infernale delle masse! ciò che il tempo e la scienza non devono riconoscere:</p>
<p>le Voci ricostituite; il risveglio fraterno di tutte le energie corali e orchestrali e le loro applicazioni istantanee; l&#8217;occasione, unica, di liberare i nostri sensi!<span id="more-259"></span></p>
<p>Da vendere i Corpi senza prezzo, fuor d&#8217;ogni razza, d&#8217;ogni mondo, d&#8217;ogni sesso, d&#8217;ogni discendenza! Le ricchezze che scaturiscono ad ogni passo! Liquidazionie di diamanti senza controllo!</p>
<p>Da vendere l&#8217;anarchia per le masse; la soddisfazione non reprimibile per i dilettanti superiori; la morte atroce per i fedeli e gli amanti!</p>
<p>Da vendere le abitazioni e le migrazioni, sports, fantasmagorie e comodità perfette, e il rumore, il movimento e l&#8217;avvenire che essi fanno! Da vendere le applicazioni di calcolo e i salti d&#8217;armonia inauditi! Le trovate e i termini non sospettati, possesso immediato.</p>
<p>Slancio insensato e infinito verso gli splendori invisibili, verso le delizie insensibili, e i suoi segreti esaltanti per ogni vizio, e la sua gaiezza spaventosa per la folla.</p>
<p>Da vendere i corpi, le voci, l&#8217;immensa opulenza ininterrogabile, ciò che non si venderà maí! 1 venditori non sono alla íìne dei loro fondi di magazzino. I viaggiatori non sono ancora sul punto di rendere la loro commissione!</p>
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		<title>Mattino d&#8217;ebbrezza &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[O mio Bene! O mio Bello! Fanfara atroce in cui non incespico affatto! Magico cavalletto! Urrà per l&#8217;opera inaudita e per il corpo meraviglioso, per la prima volta! La cosa cominciò tra le risa dei fanciulli, e finirà per opera loro. Questo veleno resterà in tutte le nostre vene anche quando, svoltando la fanfara, saremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O mio Bene! O mio Bello! Fanfara atroce in cui non incespico affatto! Magico cavalletto! Urrà per l&#8217;opera inaudita e per il corpo meraviglioso, per la prima volta! La cosa cominciò tra le risa dei fanciulli, e finirà per opera loro. Questo veleno resterà in tutte le nostre vene anche quando, svoltando la fanfara, saremo resi all&#8217;antíca disarmonia. <span id="more-257"></span>O noi ora così degni di queste torture, raccogliamo fervidamente questa sovrumana promessa fatta al nostro corpo e alla nostra anima creati: questa promessa, questa demenza! L&#8217;eleganza, la scienza, la violenza! Ci è stato promesso di seppellire nell&#8217;ombra l&#8217;albero dei bene e dei male, di deportare le onestà tiranniche, affinché rechiamo il nostro puro amore. Cominciò con qualche disgusto, e finisce &#8211; poiché non possiamo impadronirci immediatamente di questa eternità &#8211; finisce con uno sbandamento di profumi.</p>
<p>Risa dei fanciulli, discrezione degli schiavi, austerità delle vergini, orrore delle figure e degli oggetti di qui, siate consacrati dal ricordo di questa veglia. La cosa cominciava con tutte le grossolanità, ed ecco che finisce con angeli di fiamma e di ghiaccio.</p>
<p>Piccola veglia d&#8217;ebbrezza, santa! non foss&#8217;altro che per la maschera che ci hai donata. Ti afferiamo, metodo! Non dimentichiamo che ieri hai glorificato ognuna delle nostre età. Abbiamo fede nel veleno. Sappiamo dare intera la nostra vita, ogni giorno.</p>
<p>ECCO il tempo degli ASSASSINI.</p>
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		<title>Infanzia &#8211; Rimbaud</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimbaud]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo idolo, occhi neri e crine giallo, senza parenti né corte, più nobile della favola, messicano e fiammingo; il suo dominio, azzurro e verzura insolenti, si stende su spiagge nominate, per onde senza vascelli, dai nomi ferocemente greci, slavi, celtici.
Sull&#8217;argine della foresta &#8211; i fiori di sogno tintinnano, scoppiano, lampeggiano &#8211; la fanciulla dalle labbra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo idolo, occhi neri e crine giallo, senza parenti né corte, più nobile della favola, messicano e fiammingo; il suo dominio, azzurro e verzura insolenti, si stende su spiagge nominate, per onde senza vascelli, dai nomi ferocemente greci, slavi, celtici.</p>
<p>Sull&#8217;argine della foresta &#8211; i fiori di sogno tintinnano, scoppiano, lampeggiano &#8211; la fanciulla dalle labbra d&#8217;arancio, le ginocchia incrociate nel limpido diluvio che sgorga dai prati, nudità che ombreggiano, attraversano e abbigliano gli arcobaleni, la flora, il mare.<span id="more-255"></span></p>
<p>Dame che girano sulle terrazze vicine al mare, fanciulle e gigantesse, superbe negre nel muschio verdegrigio, gioielli ritti sul suolo grasso dei boschetti e di giardinetti sgelati &#8211; giovani madri e grandi suore dagli sguardi pieni di pellegrinaggi, sultane, principesse dall&#8217;incesso e dai costumi tirannici, piccole straniere e persone dolcemente infelici.</p>
<p>Che noia, l&#8217;ora del «caro corpo» e «caro cuore»!</p>
<p>II</p>
<p>E&#8217; lei, la piccola morta, dietro i rosai. &#8211; La giovine mamma trapassata discende la scalca. &#8211; Il cadesse del cugino stride sulla sabbia. &#8211; Il fratellino (è nelle Indie) là, davanti al tramonto, sul prato di narcisi. I vecchi che sono stati sepolti, in piedi, nel bastione delle viole.</p>
<p>Lo sciame delle foglie d&#8217;oro circonda la casa dei generale. Sono nel Mezzogiorno. Si segue la strada rossa per giungere alla locanda vuota. Il castello è in vendita; le persiane sono staccate. &#8211; Il curato avrà portato via la chiave della chiesa. &#8211; Intorno al parco le casine dei custodi sono disabitate. Le palizzate son tanto alte che se ne vedono soltanto le cime scricchiolanti. D&#8217;altronde non c&#8217;è nulla da vedere là dentro.</p>
<p>I prati risalgono ai casali senza galli, senza incudini. La chiusa è sollevata. Oh, i calvari e i mulini del deserto, le isole e i pagliai!</p>
<p>III</p>
<p>Fiori magici ronzavano, i pendii li cullavano. Si aggiravano bestie di un&#8217;eleganza favolosa. Le nubi s&#8217;ammassavano sull&#8217;alto mare fatto di una eternità di calde lacrime.</p>
<p>IV</p>
<p>Nel bosco c&#8217;è un uccello, il suo canto vi ferma e vi fa arrossire.</p>
<p>C&#8217;è un orologio che non suona.</p>
<p>C&#8217;è un botro con un nido di bestie bianche.</p>
<p>Ce una cattedrale che scende e un lago che sale.</p>
<p>C&#8217;è una carrozzina abbandonata nel bosco, o che scende per il sentiero correndo. adorna di nastri.</p>
<p>C&#8217;è una comitiva di Piccoli commedianti in costume, scorti sulla strada attraverso il margine del bosco. -</p>
<p>C&#8217;è infine, quando si ha fame e sete, qualcuno che vi scaccia.</p>
<p>V</p>
<p>lo sono il santo, in preghiera sulla terrazza, mentre le bestie pascolano fino al mare di Palestina.</p>
<p>Sono il dotto dalla poltrona cupa. I rami e la pioggia si avventano alla finestra della biblioteca.</p>
<p>Sono il pedone della strada maestra attraverso i boschi nani; il rumore delle chiuse copre quello dei miei passi. Vedo lungamente il malinconico bucato d&#8217;oro dei tramonto.</p>
<p>Sarei volentieri il fanciullo abbandonato sulla diga lanciata verso l&#8217;alto mare, il piccolo servo che segue il viale la cui fronte tocca il cielo.</p>
<p>I sentieri sono aspri. I poggi si coprono di ginestre. L&#8217;aria è immobile. Come son lontani gli uccelli e le fontil Non può essere che la fine del mondo, andando avanti.</p>
<p>VI</p>
<p>Mi si appgioni finalmente questa tomba, imbiancata a calce e con le righe dei cemento in rilievo, lontanissimo sotto la terra.</p>
<p>Appoggio i gomiti sul tavolo; la lampada illumina vivissimamente questi giornali che sono tanto idiota da rileggere, questi libri privi d&#8217;interesse.</p>
<p>A una distanza enorme al disopra della mia sala sotterranea sorgono le case, si accumulano le brume. Il fango è rosso o nero. Città mostruosa, notte senza fine!</p>
<p>Meno in alto, vi sono fogne. Ai lati, null&#8217;altro che lo spessore del globo. Forse gli abissi d&#8217;azzuro, pozzi di fuoco? Forse è su questi piani che s&#8217;incontrano lune e comete, mari e favole.</p>
<p>Nelle ore d&#8217;amarezza, m&#8217;immagino sfere di zaffiro, di metallo. Sono padrone del silenzio. Perché mai una parvenza di spiraglio s&#8217;illividirebbe all&#8217;angolo della volta ?</p>
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