Flaubert
Flabuert
Gustave Flaubert nasce a Rouen, una città situata a Nord-Ovest della Francia, il 12 dicembre 1821 e muore presso il comune francese di Canteleu, l'8 maggio 1880. E' stato colui che, grazie all'impiego di una ineguagliabile maestria nello scrivere, profonda e innata eleganza e intensa raffinatezza nell'esprimere con una gran classe il proprio pensiero, è riuscito a entrare in modo pienamente meritato nel firmamento dei più grandi artisti del mondo, ma ha anche il merito di aver favorito l'ingresso del realismo nell'ambito della letteratura francese, attraverso la sua abilità e l'ampia astuzia nel descrivere nelle opere da lui create, in un modo dettagliato e particolarmente preciso sia le situazioni e sia i luoghi da lui stesso pensati, in maniera tale da rendere i propri personaggi e le storie da lui create viventi, facendo emergere ciò che viene solo e semplicemente scritto su carta, fino a giungere a confonderlo e mescolarlo con la realtà. Con le sue opere suscitò scalpore e scandalo, perché Gustave Flaubert non si fermava a ciò che fino a quel momento era concesso leggere o creare, ma riusciva a oltrepassare sempre gli ostacoli posti dalla censura, senza porsi alcun limite, fino a varcare le soglie del concesso e a superarle, arricchendo le proprie opere, senza paura di esprimere con ardente spirito trasgressivo le passioni vissute e provate da quelli che erano i suoi primi attori, ponendo in rilievo e accentuando le caratteristiche comportamentali dei protagonisti delle storie da lui scritte, con particolare cura di far conoscere a coloro che leggono, i sentimenti presenti nell'animo di quelle che non sono semplici figure irreali, ma che sono in realtà interpreti di storie rese effettive, in quanto dotate di una inconfondibile trasposizione dalla carta scritta al mondo reale.
Stendhal

Stendhal
Stendhal, anche conosciuto con il nome fittizio di Henri-Marie Beyle, nasce nella città francese di Grenoble, il 23 gennaio 1783 e muore a Parigi, il 23 marzo 1842. Attraverso la profonda capacità artistica diretta all'esaltazione di se stesso e dei propri ideali, con intensa e sorprendente maestria nel celebrare egoisticamente la propria persona e le proprie esperienze di vita, Henri-Marie Beyle seppe rappresentare con entusiasmante spirito partecipativo la costante e insaziabile ricerca del piacere, come obbiettivo primario e insostituibile, senza mai trascurare l'approfondita analisi delle principali caratteristiche comportamentali dell'uomo, creando in questo modo una particolare tecnica, conosciuta come la filosofia della Chasse au bonheur impiegando, con animo impetuosamente passionale e con invidiabile perizia, una rappresentazione di se stesso e delle proprie esperienze attraverso uno spirito irrazionale e incontrastato, ardente e impulsivo, con la viva accentuazione della interminabile e insaziabile ricerca del piacere. Henri-Marie Beyle nacque da una famiglia appartenente alla classe sociale borghese e fu affidato alle cure di un precettore, a causa della morte precoce della madre e del successivo imprigionamento del padre avvenuto durante il Regime del Terrore. Grazie a un viaggio in Italia nel ruolo di sottotenente, Henri-Marie Beyle ebbe modo di apprezzare con enorme entusiasmo i capolavori musicali composti da Gioachino Rossini e da Domenico Cimarosa.
Valery

Valery
L'oggetto essenziale della mente, è la mente stessa; questo concetto sarà il cardine, che a partire da Poe e Baudelaire, diverrà il principio dominante della sensibilità poetica. Ciò non deve far pensare ad annullamento, in termini idealistici, di una realtà empirica, quanto che ciò che realmente interessa lo spirito è lo spirito stesso. Il mito di Narciso che mira se stesso; e che in questo mirarsi trova il suo inevitabile pericolo, mostra la realtà stessa di tale concetto. Si avrà così la scienza che studia, in maniera più assidua rispetto al passato, i suoi procedimenti; il linguaggio che studia se stesso come ente a sé. La letteratura, così, come altre attività dello spirito, diviene sempre più un fare letteratura: un cantiere continuo. E se ciò, nella prosa, avrà come massimo emblema, probabilmente Proust, in poesia si avrà Valéry, che fa della poesia l'oggetto stesso del poetico.
Accade, dunque, che tutto ciò che la mente crea, analizza, immagina, non sarà altro che la mente stessa; così avviene che tale attività, sia più importante del risultato: l’attività produttiva è più importante del prodotto stesso. Il testo avrà la particolarità di essere come un’ombra di tale attività, uno specchio soffuso dalla nebbia, ove di dietro vi è un mare di creazioni.
Saint-Exupéry

Saint-Exupery
Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 – Mar Tirreno, 1944) è stato un importante scrittore e aviatore francese. Nato in una famiglia di nobili origini (la famiglia di Saint-Exupery è una delle più antiche famiglie francesi, risalente all’epoca delle crociate cristiane), terzo di cinque figli del conte Jean de Saint-Exupéry e di Marie Boyer de Fonscolombe, fin dalla giovane età manifestò il suo amore per i motori e per il volo.
Nel 1921 si arruolò nel II reggimento di aviazione di Strasburgo e ottenne il brevetto di pilota civile e militare. Il suo primo racconto, del 1926, si intitola proprio L'aviatore; a questo faranno seguito Courrier Sud e Vol de nuit, libro che ottenne il premio Femina nel 1931.
Anche Terre des hommes fu un grande successo commerciale, ma la fama di Antoine de Saint Exupery è indissolubilmente legata al Piccolo Principe, che continua ad essere ancora oggi uno dei libri più venduti al mondo (tradotto in centottanta lingue e stampato anche in caratteri arabi e cirillici).
Hugo

Hugo
Victor-Marie Hugo nasce a Besançon, il 26 febbraio 1802 e muore a Parigi 22 maggio 1885. Poeta, drammaturgo e scrittore, Victor-Marie Hugo si è distinto tra tanti artisti nel corso della sua vita, per la sua profonda capacità di non aderire alla massa, di imporsi per la sua particolare destrezza e astuzia nell'esprimere pensieri e idee, per la sua intima inclinazione all'eleganza e alla raffinatezza dei versi, riuscendo a interpretare con estrema abilità le vicissitudini della vita, trasformandole in esperienze da trasmettere e dalle quali imparare senza lasciarsi mai sopraffare dalla disperazione e dalla solitudine: trappole nelle quali molti altri artisti caddero, perdendosi in un peccaminoso baratro senza uscita, fomentato da un avvilimento inconsolabile e eterno. Victor-Marie Hugo nasce presso un comune francese chiamato Besançon, e il padre Léopold-Sigismond Hugo, conte e militare al servizio di Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone Bonaparte, rivestirà un ruolo fondamentale nell'operazione di arresto del famoso brigante Fra Diavolo, e grazie alla sua abilità riuscirà a raggiungere successo e fama, diventando anche il governatore di Avellino e poi ottenendo la nomina a generale. L'infanzia del piccolo Victor-Marie Hugo, fu segnata dalla separazione dei genitori, da quel momento si stabilirà a Parigi e si iscriverà al Politecnico, ma al solo scopo di assecondare la volontà del padre, dato che ben presto decise di abbandonare gli studi tecnici e di dedicarsi totalmente alla sua vera passione: l'arte di scrivere. Nel 1822 Victor-Marie Hugo sposa a Parigi, Adèle Foucher, sua amica fin dall'infanzia, dalla quale ebbe ben cinque figli.
Zola

Zola
In un secolo, il XIX, dominato dal romanticismo, Émile Zola, rappresentò il punto di rottura, l’esempio da seguire per tutti coloro che erano affascinati, più che dai moti interiori dell’animo, dalla scientificità del metodo.
Émile Zola (Parigi 1840 – Parigi, 1902), giornalista e scrittore francese, è infatti considerato il creatore del filone naturalista.
Interessato ai testi scientifici, si dedicò con passione al loro studio (soprattutto "L'introduzione allo studio della medicina sperimentale" di Claude Bernard), che portò Zola a elaborare un nuovo modo di intendere il romanzo. Questo deve essere una sorta di opera sperimentale, guidata dagli stessi criteri di verità e di obiettività che caratterizzavano le scienze.
Scrive Zola: “il romanziere come lo scienziato deve essere insieme osservatore e sperimentatore, considera l'arte come una riproduzione oggettiva del reale governata dalle leggi della natura, rivendica l'impegno morale dello scrittore che, mettendo in luce le cause dei fenomeni sociali, deve indurre la società stessa a intervenire per modificarli e migliorarli”.
I suoi romanzi sono tutti incentrati sulla realtà sociale del tempo: i personaggi, gli ambienti, i vizi e i difetti degli uomini (nonché le loro brutture, anche fisiche) sono attentamente indagati e poi descritti con grande realismo.
Voltaire

Voltaire
Voltaire (vero nome François-Marie Arouet Le Jeune), nacque in Francia nel 1649 da una famiglia borghese; destinato alla carriera forense, presto abbandonò gli studi di giurisprudenza per dedicare la sua vita alla scrittura. Ciò provocò la rottura nei rapporti con il padre, che mal sopportava che il suo ragazzo coltivasse la vocazione poetica e frequentasse circoli di artisti libertini. A seguito di ciò Voltaire prese il suo nome d’arte e cominciò a presentarsi come “figlio illegittimo”.
Voltaire fu uno scrittore fecondo e grande sperimentatore: si cimentò in molti generi letterari differenti. In lui convivono diverse anime: Voltaire letterato, storico, filosofo, politico, romanziere e poeta.
Trasferitosi in Inghilterra, resta affascinato da questa nazione, e comprende l’arretratezza politica, scientifica e filosofica della Francia; conosce Berkley, Clarke, Swift, Pope, Locke e Newton, da cui prende l’idea del meccanicismo della natura e quella dell’impossibilità di dimostrare l’esistenza di Dio. Il frutto di questa fondamentale esperienza fu la pubblicazione delle Lettere Filosofiche o Lettere sugli inglesi. Esse incitavano la classe media, la borghesia, a premere perché fosse riconosciuto il suo posto nello Stato; il Parlamento di Parigi ordinò subito di bruciarle pubblicamente, definendola "scandalose, contrarie alla religione, alla morale, al rispetto per l'autorità".
Rousseau

Rousseau
Jean Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 – Ermenonville, 1778) è stato un importante scrittore e filosofo, il maggiore rappresentante della seconda generazione del “secolo dei lumi”. Con lui l’elemento razionalista, tanto esaltato dai suoi illustri predecessori Diderot e Voltaire, comincia ad essere associato al sentimento: per questo il letterato svizzero è considerato un anticipatore del pensiero romantico.
«Rousseau non ha inventato nulla, ma ha infiammato tutto», scriverà di lui Madame de Staël; ed effettivamente le idee politiche e sociali di Rousseau contribuirono allo sviluppo delle teorie socialiste e alla crescita del nazionalismo.
Considerato un pensatore rivoluzionario per la radicalità delle sua idee, deve la fama soprattutto al “Contratto Sociale”, la sua opera più nota e dibattuta che divenne presto uno dei titoli più influenti per lo sviluppo della teoria politica dei nuovi stati europei.
Nel libro vengono proposte le basi per un ordinamento politico nuovo e legittimo; gli uomini, originariamente, vivevano liberi, senza leggi, nello “stato di natura”. Questa condizione è però presto degenerata: senza leggi non c’era alcun obbligo morale, vigeva la legge del più forte e nessuno poteva dirsi al sicuro, essendo costantemente in competizione con i propri simili. Ciò non significa che l’uomo primitivo fosse un uomo cattivo, semplicemente rispondeva a degli istinti naturali: l’autoconservazione e la naturale ripugnanza alla sofferenza.
Maupassant

Maupassant
Henri-René-Albert-Guy de Maupassant (Tourville-sur-Arques, 5 agosto 1850 – Parigi, 6 luglio 1893) è stato un importante scrittore francese, considerato uno dei padri della novella e del racconto moderno.
La madre, donna coltissima, gli trasmise l'amore per le arti, ma la passione per la scrittura e la letteratura gli derivarono dalla frequentazione di Gustave Flaubert,amico di famiglia: fu lui a stimolarlo alla lettura dei contemporanei, in particolare Baudelaire, Sade, Hugo e Balzac. Dopo il trasferimento a Parigi, città vitale e piena di artisti, conobbe, fra gli altri, Emile Zola, Ivan Turgenev, Edmond de Goncourt, Léon Daudet, Mendès, Alexis, Huysmans. In un clima così intellettualmente stimolante compose la sua prima novella, Palla di sego, dove mette bene in evidenza la vigliaccheria che vi è in guerra. Il racconto fu pubblicato nel volume collettivo Les soirées de Médan, considerato il manifesto letterario del naturalismo. Flaubert fu molto colpito dalla sua prova, definendola un autentico e perfetto capolavoro e spronandolo a continuare a scrivere.
Fu però la morte di Flaubert nel 1880, per cui Guy de Maupassant soffrì moltissimo, a dare inizio, paradossalmente, ad un periodo di eccezionale vigore creativo: in breve tempo videro la luce sei romanzi e quasi trecento racconti.
“Un'opera d'arte è superiore soltanto se è, nello stesso tempo, un simbolo e l'espressione esatta di una realtà”: così scriveva Maupassant. Infatti le sue storie contengono spesso una denuncia esplicita nei confronti della società borghese, caratterizzata da profonda ignoranza, crudeltà, vanità e cupidigia. Gli uomini sono spesso descritti come bestie; la follia li possiede, non sono in grado di provare sentimenti sinceri: l’amore si riduce all’aspetto puramente fisico. È un forte pessimismo quello che pervade tutta la sua opera, mutuato dagli insegnamenti filosofici di Schopenhauer.
Proust

Proust
Joyce sosteneva, pur non avendo compreso la reale grandezza delle Recherche du temps perdu, vedendole ancora come un’espressione di sentimenti decadentisti aristocratici, che lo stile di Proust indichi l’impercettibile, ma presente ed inesorabile, erosione del tempo, leitmotiv della sua opera. È da notare come, nell’inizio del novecento, il tempo sia uno dei temi, insieme al linguaggio, più largamente discussi e diffusi (si veda, ad esempio, le teorie della relatività di Einstein o l’Essere e Tempo di Heidegger). Tuttavia, in maniera forse più perentoria, Proust riesce a parlarne, in un modo che sfugga da un lato dalla semplice oggettivazione spaziale del tempo, e dall’altro da poderose speculazioni, che sembrano più cristalli elegantissimi che reali certezze. Forse esprimendo il proprio mondo, si può comprendere il tempo come autentico percepire il tempo, non come speculazione, o ipotesi puramente scientifica.