Gongora

Gongora
Luis de Góngora y Argote nasce a Cordova, l'11 luglio del 1561 e muore a Cordova, il 23 maggio del 1627. Nel corso della propria vita si è distinto grazie a una caratteristica sensibilità dell'animo e a un vivace spirito artistico come autorevole religioso, riuscendo anche a esprimersi con somma abilità e elevata destrezza come poeta e drammaturgo di origine spagnola, diventando il principale esponente di una corrente di genere letterario famosa come culteranesimo o gongorismo, e successivamente imitato da innumerevoli artisti. Luis de Góngora y Argote era figlio del giudice don Francisco de Argote e della nobile Leonor de Góngora. Seguì un corso di studi a Salamanca e dopo aver ottenuto ordini minori, divenne Canonico beneficiato presso la cattedrale cordovana. Riportiamo di seguito le principali opere create da Luis de Góngora y Argote: Las firmezas de Isabela, la Comedia venatoria, El doctor Carlino, la canzone per la presa di Lorache, la favola di Polifemo e Galatea, le Solitudini, Panegirico del duca di Lerma.
Pessoa

Pessoa
Fernando António Nogueira Pessoa nasce a Lisbona, il 13 giugno del 1888 e muore a Lisbona, il 30 novembre 1935. Poeta di elevata importanza seppe distinguersi nel corso della propria carriera per la profonda maestria e l'intenso spirito artistico che con prorompente passionalità dominarono il suo animo, fino a condurlo verso l'eternità del pensiero, consacrandone il nome come stella nell'olimpo dei grandi capace di raggiungere gloria e successo. Fernando António Nogueira Pessoa visse il proprio periodo giovanile in Sudafrica e riuscì a esprimere la propria personalità nell'ambiente giornalistico e pubblicitario. Fernando António Nogueira Pessoa morì a Lisbona, il 13 giugno del 1888 a soli 47 anni, per una serie di complicazioni di salute dovute a cause epatiche. Numerose furono le sue opere e creazioni: riportiamo di seguito le traduzioni in italiano degli scritti da lui creati: Il marinaio, nella traduzione di Antonio Tabucchi, Aforismi sull'arte, traduzione di Sandro Naglia, Alla memoria del Presidente-Re Sidónio Pais, traduzione di Brunello De Cusatis, Chuva Oblíqua: dall'Infinito turbolento di Fernando Pessoa all'Intersezionismo portoghese, traduzione di Luciana Stegagno Picchio, La Moderna Poesia Portoghese, Due racconti del mistero, traduzione di Amina Di Munno, Epitaffi, trad. Sandro Naglia, Epitalamio, traduzione di Sandro Naglia, Faust, Fernando Pessoa. Imminenza dell'Ignoto, trad. Luigi Panarese, Fernando Pessoa, Una sola moltitudine, trad.
Cervantes

Cervantes
Miguel de Cervantes Saavedra nasce a Alcalá de Henares, il 9 ottobre del 1547 e muore a Madrid, il 23 aprile del 1616. Grazie alle profonde e innumerevoli capacità artistiche espresse con intensa maestria e stupefacente ironia, Miguel de Cervantes Saavedra seppe imporsi come scrittore abile e astuto che, attraverso la propria esigenza orientata alla scoperta delle più misteriose oscurità, di tutto ciò che non si può spiegare, della più cieca follia e del desiderio irrefrenabile, riuscì a distinguersi e a imporre il proprio nome nell'olimpo dei grandi. Miguel de Cervantes Saavedra nasce a Alcalá in una famiglia di umili origini, costretta a continui viaggi e spostamenti per cogliere ogni minima e piccola possibilità di guadagno. La vita sentimentale di Miguel de Cervantes Saavedra sarà segnata dal matrimonio con Catalina de Salazar y Palacios, tuttavia l'unione fu fortemente infelice e condusse i due sposi alla separazione. A causa di illeciti di tipo amministrativo Miguel de Cervantes Saavedra ebbe grossi problemi con la giustizia, condotta illegale che lo portò al carcere di Siviglia. Solo dopo la propria scarcerazione si trasferirà a Valladolid con le sorelle e la figlia Isabella, avuta dal suo rapporto con Anna de Rojas.
Garcìa Lorca

Garcìa Lorca
Federico García Lorca nasce a Fuente Vaqueros, il 5 giugno 1898 e muore a Víznar, il 19 agosto 1936. Si è distinto nel corso della sua carriera per la profonda sensibilità e la vivace ingegnosità, sempre presenti in lui insieme a una indiscutibile bravura e capacità artistica, e con estrema maestria, astuzia e destrezza culturale seppe distinguersi dalla massa, differenziandosi in modo superbo attraverso una visuale lontana da ogni imposizione applicata e imposta nell'ambito della sua società. Federico García Lorca nacque presso il comune spagnolo di Fuente Vaqueros, da una famiglia composta da piccoli proprietari terrieri. Il giovane Federico García Lorca si dimostrò subito un piccolo genio, dotato di una vivace intraprendenza e perspicacia artistica, con elevate capacità orientate a una spiccata e intensa predisposizione all'apprendimento, tuttavia un carattere particolare e difficile, sarà per lui fonte di non poche difficoltà verso il raggiungimento della perfezione e della vetta più elevata del sapere. Nel 1919-20 Federico García Lorca crea la sua prima opera teatrale El maleficio de la mariposa, un componimento che purtroppo non ebbe grande successo. Ma l'animo dell'artista era mosso da una voglia irrefrenabile diretta all'ottenimento del successo, e in poco tempo riuscì a superare quella prima sconfitta, collezionando una serie di consensi innumerevoli e molte approvazioni, riuscendo a raggiungere il tanto ambito successo. Ma il superamento della mediocrità e la realizzazione dell'eccellenza, non furono fonti di felicità e soddisfazione nell'artista, perché la sua mente fu colpita da una forte depressione, uno stato d'animo di perenne sconfitta, la cui causa era un'omosessualità tenuta segreta e sempre più difficile da nascondere, in una società che difficilmente avrebbe capito e compreso. Per superare questa crisi interiore l'artista fu mandato dalla famiglia negli Stati Uniti d'America.
Neruda

Neruda
Pablo Neruda (1904-1973, vero nome Neftalí Reyes Basoalto, appellativo d’arte scelto in onore dello scrittore e poeta ceco Jan Neruda) è stato uno dei massimi poeti del secolo scorso; originario del Cile, fu testimone e partecipe diretto di molti degli eventi cruciali che hanno segnato la storia del Novecento: in particolare nella guerra civile spagnola si schierò a favore della resistenza e della dura lotta antifascista, tanto da fondare il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna, decisione presa “tra le tenebre e la speranza di quell’epoca tragica”.
A partire dal 1949 Neruda sperimentò sulla propria pelle la condizione di uomo esiliato, allorché, eletto senatore per il Partito comunista cileno, criticò duramente il presidente González Videla. La sua vita fu un lungo peregrinare fatto di viaggi in tutto il mondo: Argentina, Francia, Spagna, Germania, Cina, Russia, Messico, Italia (così dipinta in La policia: “Così una gondola/ più nera delle altre/ dietro di me li portò a Venezia,/ a Bologna di notte,/ sul treno: sono un’ombra errante/ seguita dalle ombre./ Io vidi a Venezia, dritto il Campanile/ che innalzava tra i colombi di San Marco/ il suo tricorno poliziesco”).
La vincita del Premio Nobel per la Letterature, nel 1971, rappresentò il riconoscimento del valore della sua opera poetica; nel ricevere il premio ebbe a dire: «I miei doveri di poeta non solo mi indicavano la fraternità con la rosa e con la simmetria, con l'esaltato amore e con la nostalgia infinita, ma anche con le aspre fatiche umane che ho inserito nella mia poesia», sintetizzando in una frase quella che è l’essenza poetica della sua straordinaria produzione (a livello quantitativo: più di quaranta libri di poesia, traduzioni e teatro in versi; ma chiaramente anche dal punto di vista qualitativo).