Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Tasso

Tasso

Tasso

Torquato Tasso nasce a Sorrento, l'11 marzo 1544 e muore a Roma, il 25 aprile 1595. Mostrando doti artistiche ineguagliabili e riuscendo indiscutibilmente a esprimere, attraverso i propri versi e mediante i propri scritti, la prorompente e ardente passione, vivente nel profondo del suo animo, per la letteratura e una irrefrenabile capacità e destrezza culturale, riuscì a consacrare la propria maestria e la somma saggezza nell'olimpo dei più grandi artisti di tutti i tempi. Torquato Tasso nacque a Sorrento l'11 marzo del 1544, da una famiglia di nobili origini. In giovane età dimostrò una spiccata propensione all'apprendimento e alla conoscenza e ricevette la propria educazione grazie a un intenso corso di studi seguito a Napoli, presso i Gesuiti. La vita di Torquato Tasso nel corso della gioventù si contraddistinse per i frequenti momenti di dolore e tristezza causati da continui trasferimenti dovuti all'esilio del padre dal Regno di Napoli e dalla successiva morte della madre. Torquato Tasso si iscrisse presso l'Università di Padova, dimostrando una iniziale indecisione circa il corso di studi da intraprendere, per poi orientarsi nella direzione dell'apprendimento della filosofia e della letteratura. Figure dominanti e autorevoli che influirono nel plasmare la cultura e la formazione di Torquato Tasso furono: Sperone Speroni e l'Accademia degli Eterei e degli Infiammati. Il periodo per Torquato Tasso più sereno e contraddistinto da successo e gloria, fu quello corrispondente al suo ingresso presso la corte estense, sotto la guida del cardinale Luigi d'Este.

De Amicis

De Amicis

De Amicis

Edmondo De Amicis nasce a Oneglia, il 21 ottobre 1846 e muore a Bordighera, l'11 marzo 1908. Fu importante letterato e impegnato studioso della scienza sulla pratica educativa. Edmondo De Amicis dimostrò fin dalla giovane età una passione irrefrenabile per l'apprendimento, e con infinita maestria e astuzia seppe agire con grande e abile destrezza allo scopo di raggiungere il sommo sapere e realizzare la propria sete di comprendere, riuscendo a soddisfare una innata propensione diretta al culto dell'arte e alla scoperta misteriosa della conoscenza. Edmondo De Amicis frequentò corsi di studio a Cuneo e poi si iscrisse presso il liceo a Torino. A soli sedici anni effettuò il proprio ingresso all'Accademia militare di Modena, e grazie alle proprie capacità e abilità riuscì a trionfare anche come ufficiale. Purtroppo ebbe una cocente delusione nel corso della famosa battaglia di Custoza, circostanza nella quale dovette partecipare e assistere alla netta sconfitta dei Sabaudi, causata da una scarsa capacità strategica e di comando, e fu proprio la disfatta subita e il pesante insuccesso a condurlo alla decisione di abbandonare l'esercito e avvicinarsi alla sua grande passione: la scrittura.

Collodi

Collodi

Collodi

Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, nasce a Firenze il 24 novembre 1826, e muore a Firenze il 26 ottobre 1890. Nel corso della sua vita si è contraddistinto per la presenza dominante nel suo operare, di un intenso estro e una prorompente carica fantasiosa, capacità espresse attraverso la creazione di opere inusuali, rese uniche dalla presenza di notevoli caratteristiche dirette alla realizzazione di storie dotate di una fulgida fantasia e spiccato senso umoristico e bizzarro. Carlo Collodi nacque a Firenze, da una famiglia economicamente modesta, composta dalla madre domestica e dal padre cuoco. Attraverso il sostegno e l'aiuto economico ricevuto dalla famiglia Ginori, Carlo Collodi poté ricevere una educazione adeguata, grazie alla quale riuscì a elevare le proprie capacità artistiche, dotato della presenza nel suo spirito di una viva curiosità che animava il suo animo e che fu fonte di particolare interesse e propensione all'apprendimento. Nel 1837, una sentita vocazione e l'esigenza e il desiderio di ricevere una adeguata educazione, spinsero Carlo Collodi a effettuare il proprio ingresso in seminario a Colle di Val d'Elsa, allo scopo di diventare prete.

Pascoli

Pascoli

Pascoli

Giovanni Placido Agostino Pascoli nasce a San Mauro di Romagna, il 31 dicembre 1855 e muore a Bologna, il 6 aprile 1912. Si è contraddistinto nel corso della sua vita per le particolari capacità artistiche, espresse mediante l'impiego di un linguaggio sensibilmente elegante, con il ricorso a rappresentazioni poetiche di sublima raffinatezza, sulla base di versi costruiti con tecnica sublime e pensieri di intenso significato, frutto di una infinita saggezza e di una delicata e particolare conoscenza intellettuale. Giovanni Pascoli, figlio di Caterina Allocatelli Vincenzi e Ruggero Pascoli, nacque a San Mauro di Romagna, in una famiglia di prestigio e economicamente benestante. Ma l'animo del giovane poeta fu presto scosso da un tragico evento: il padre fu ucciso, probabilmente per ragioni politiche. Da quel momento in poi le emozioni e i sentimenti nutriti dall'artista, furono pervasi da un profondo stato di malinconia e tristezza, che rese Giovanni Placido Agostino Pascoli particolarmente attento e sensibile a problemi riguardanti la società, in lui crebbe un profondo sentire verso le ingiustizie e il malessere esistenziale.

Carducci

Carducci

Carducci

Giosuè Alessandro Michele Carducci nasce a Valdicastello, il 27 luglio 1835 e muore a Bologna, il 16 febbraio 1907. Il suo nome è inciso in eterno nel firmamento dei più grandi scrittori e poeti italiani. Giosuè Alessandro Michele Carducci nacque in una piccola provincia di Lucca, ma a soli tre anni dalla sua nascita, la famiglia decise di trasferirsi a Bolgheri. Figlio di un facoltoso medico dotato di un vivace spirito rivoluzionario, Giosuè Carducci ebbe la possibilità di seguire corsi di studio all'istituto religioso maschile di diritto pontificio, presso i Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, che gli consentirono di ottenere una preparazione completa e di elevata importanza. Conseguita la laurea Giosuè Carducci si trasferì a Pisa, precisamente a Santa Maria a Monte, e si dedicò all'insegnamento della retorica. Purtroppo l'animo del grande poeta fu scosso da grandi lutti, causati dalla morte del fratello Dante e del padre, avvenimenti che indussero Giosuè Carducci a vivere una forte malinconia e tristezza, sentimenti che vennero espressi attraverso una grande creatività artistica e elevata destrezza e capacità nel rappresentare le forti emozioni di inquietudine da lui vissute in quel periodo. Fu l'amore a porre rimedio all'afflizione del poeta, grazie al matrimonio con Elvira Menicucci, una lontana cugina dalla quale ebbe ben cinque figli.

D’Annunzio

DAnnunzio

D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 e muore a Gardone Riviera il 1º marzo 1938. La letteratura italiana ha conosciuto il successo e piena autorevolezza grazie alla profonda eleganza e alla innegabile raffinatezza che Gabriele D'Annunzio ha sempre posto in essere nelle proprie opere, rendendosi una figura preminente e di forte prestigio non solo come scrittore, ma anche come politico. Il suo spirito vivace e vitale rese l'artista il simbolo del  Decadentismo, e animò la sua vita con profonda e intensa partecipazione a quelli che possono essere considerati come i principali piaceri della vita umana. La vita privata di Gabriele D'Annunzio fu all'insegna della passione: una profonda enfasi dello spirito e pura esaltazione verso ogni tipo di distrazione, che l'artista viveva con spirito di compiacimento e soddisfazione, esprimendo nelle sue opere la piena esaltazione della delizia e dell'ebbrezza provata con vivo sentimento, acuto e gioioso trasporto. Fu proprio grazie allo spirito libero e alla sofisticata intelligenza che Gabriele D'Annunzio riuscì a creare il suo primo capolavoro "Il piacere" e fu proprio grazie al successo ottenuto che l'artista riuscì a raggiungere fama e popolarità, prestigio e ammirazione, entrando a pieno titolo a far parte del firmamento delle celebrità, come figura che riusciva a rendere vivi i propri sentimenti attraverso l'intensa espressività delle proprie opere.

D’Annunzio ed il tempo

a cura di Giancarlo Petrella

Pochi poeti riesco a trasmettere quello sgomento che qualunque persona sensibile prova di fronte al problema del tempo, e del suo errare eterno. Uno di questi è sicuramente il celebre D’Annunzio. Non posso in poche righe né riassumere le sue infiniti doti di poeta ed esteta, né tanto meno rendergli onore, ma un parere personale posso comunque pronunciarlo. Egli a mio avviso è sicuramente il maggior poeta del novecento, con un stile ricercatissimo sia per la musicalità, che per le metafore e le visioni poetiche, per il linguaggio aulico e sempre raffinato, ove tutto ciò traspare una malinconia individuale. La malinconia è un carattere affine in qualche modo a tutti i grandi artisti vissuti nel fine, ma a differenza di Wilde e Nietzsche, ove il primo vi ironizza ed il secondo tenta atti di eroismo degni di Ercole, D’Annunzio ci regala un artista sensibilissimo, un portavoce di sé stesso, dei suoi pensieri, ed a mio avviso di quello che è l’artista veramente: un uomo che lavora per sé, ed in questo per sé racchiude gli altri.

Ungaretti

Ungaretti

Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce a Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888 e muore a Milano il 1° giugno 1970, e si è distinto durante la sua vita per la sua elevata importanza e grande celebrità come scrittore e poeta. L'enorme passione per la scrittura e la poesia riuscì a esprimersi in Giuseppe Ungaretti attraverso impetuoso spirito creativo e grazie alle sue somme abilità e capacità , in grado di trasmettere il suo insigne e autorevole pensiero e rappresentare le sue innumerevoli conoscenze e tutta la sua enorme saggezza. Giuseppe Ungaretti nacque a Moharrem Bey, quartiere situato alla periferia e individuato a Alessandria d'Egitto, una delle più importanti città dell'Egitto. Le origini del poeta erano umili: il padre era operaio e la madre, rimasta vedova, portò avanti la conduzione di un forno che, grazie a esigui guadagni gli consentì di garantire al figlio educazione e istruzione adeguate, in una delle scuole più facoltose della città. Grazie alla conoscenza di figure rilevanti che avvicinarono il suo animo al mondo poetico, la passione per la poesia e per la scrittura divenne sempre più importante e sentita in Giuseppe Ungaretti, e fu certamente fomentata dalla forte influenza che ebbe in lui la conoscenza della letteratura francese e della letteratura italiana. Si dedicò alla professione di corrispondente commerciale e si dedicò a tempo pieno a approfonditi studi universitari.

Boccaccio

Boccaccio

Boccaccio

Giovanni Boccaccio nasce a Certaldo nel 1313 e muore a Firenze il 21 dicembre 1375 e può essere considerato come uno dei poeti e scrittori italiani di maggiore rilevanza. Nato da una famiglia di origini umili, fin dalla più giovane età si dimostrò incline e portato alla conoscenza dello scrivere e alla comprensione della lettura, dedicandosi con profitto anche allo studio della letteratura classica e latina. Tuttavia il processo di formazione del suo sapere si formò senza la possibilità di avere come proprio punto di riferimento un maestro e la vera guida di Giovanni Boccaccio fu la sua voglia di imparare, l'infinita sete di studiare e l'insaziabile fame di apprendere. Il padre, poco felice per la propensione letteraria di Boccaccio, decise di ostacolare queste sue inclinazioni, conducendolo verso la strada di studi relativi a pratiche finanziarie e bancarie. Boccaccio intraprese i suoi studi a Napoli, ma le sue vere passioni erano ben altre e molto scarsi furono sia i successi che i traguardi che riuscì a realizzare in questo settore. Boccaccio riterrà sempre il padre come il vero responsabile della sua incompleta preparazione letteraria, ostacolando la sua formazione perfetta a raggiungere il traguardo e l'identificazione con la figura di sommo e eccelso genio della scrittura e della poesia. Solo dopo la morte del padre causata dalla peste, Boccaccio potrà concedersi totalmente alla sua vera passione: gli studi letterari. Tra le opere più importanti di Boccaccio ricordiamo:

Ariosto

Ariosto

Ariosto

Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia l'8 settembre 1474 e muore a Ferrara il 6 luglio 1533. Appartenente a una nobile famiglia, grazie alla profonda passione e all'ardente animo poetico presente nel suo spirito e sempre in evidenza in ogni suo verso e in ogni sua opera, Ariosto è considerato come uno dei poeti e scrittori italiani più importanti e celebri che, grazie a creazioni paragonabili a vere e proprie opere d'arte ha arricchito il nostro patrimonio culturale elevandolo fino a giungere alla realizzazione della perfezione e riuscendo a toccare, oltrepassandoli, confini molto vicini alla pura genialità. Il padre Niccolò era un nobile di famiglia ma dai modi poco gentili, comandante militare degli Estensi a Reggio Emilia e appartenente alla corte del duca Ercole I d'Este. Per volere del padre il giovane Ariosto si avviò verso la strada degli studi in legge a Ferrara, ma la sua passione per la poesia e la scrittura fu talmente forte da condurlo verso gli studi umanistici. Le opere di Petrarca rappresentarono per il giovane Ariosto un punto di riferimento al quale interessarsi con forte entusiasmo da condividere con l'amico Pietro Bembo, uno dei massimi e autorevoli scrittori veneziani. A causa della morte inaspettata del padre, Ludovico Ariosto fu costretto a dedicarsi alla famiglia e diventare capitano della rocca  in prossimità di Canossa e in seguito al sua rientro a Ferrara, al solo scopo di ottenere importanti benefici di derivazione ecclesiastica, divenne chierico al cospetto del cardinale Ippolito d'Este, uomo poco colto e molto esiguo.

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