Schiller

Schiller
Johann Christoph Friedrich von Schiller nasce a Marbach am Neckar, il 10 novembre del 1759 e muore a Weimar, il 9 maggio del 1805. Grazie alle enormi potenzialità artistiche, a una elevata maestria e destrezza nell'esprimere i propri pensieri con abilità e profondo spirito sensibile si è distinto nel corso della propria carriera come poeta, storico e drammaturgo tedesco, ponendo il proprio nome nell'olimpo dei grandi, con il raggiungimento della realizzazione di fama e successo. Nato a Marbach am Neckar nel 1759 Johann Christoph Friedrich von Schiller era figlio di un medico appartenente all'esercito e fin da piccolo dovette affrontare una situazione economica contraddistinta da povertà e sacrifici, problematiche che non gli consentirono di compiere studi di elevato prestigio, ostacolandone la formazione artistica e letteraria, ma nonostante le numerose difficoltà la passione per la cultura fu in Johann Christoph Friedrich von Schiller incontenibile e prorompente, conducendolo verso il traguardo dell'eccellenza in ogni tipo di impegno diretto all'apprendimento, qualità innegabili che riuscirono a convincere il duca del Württemberg, Carlo II Eugenio a sostenere l'ingresso dell'artista alla Karlsschule, seguendo corsi di medicina. Riportiamo di seguito le opere più celebri e conosciute create da Johann Christoph Friedrich von Schiller:
Nietzsche

Nietzsche
Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce a Röcken, il 15 ottobre del 1844 e muore a Weimar, il 25 agosto 1900. Grazie alla presenza di uno spirito da vero combattente e animato da una autorevole personalità capace di imporsi con un pensiero estremamente forte e con caparbia capacità espressiva, è riuscito a imporsi come uno dei più celebri filosofi e scrittori tedeschi, elevando le proprie opinioni al successo e all'eternità, grazie al proprio ingresso nell'olimpo dei grandi di ogni tempo. Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce nell'ottobre del 1844 da una famiglia di pastori protestanti e il suo pensiero è stato fonte di ispirazione per numerosi filosofi e personaggi illustri successivi alla sua epoca. Molto significativa è la visione di Friedrich Wilhelm Nietzsche della felicità, vista dal filosofo come un percorso da raggiungere solo attraverso l'impiego di costanza, impegno e sofferenza, poiché nessuna via consente di raggiungere la vetta in maniera facile e semplice. Il fallimento è utile e bisogna saperlo affrontare, perché proprio dalle esperienze negative è possibile ottenere la nascita di cose bellissime. Sfuggire ai propri problemi con l'alcol secondo Friedrich Wilhelm Nietzsche è un grave errore perché i problemi vanno affrontati senza scappatoie. Di particolare interesse in Friedrich Wilhelm Nietzsche fu la tragedia greca, argomento di cui si occupò nel suo primo libro “La nascita della tragedia”.
Hesse

Hesse
Misticismo, esistenzialismo, filosofia, spiritualismo, pensiero induista e buddhista: ecco in breve gli interessi -e i temi- che emergono nelle opere di Hermann Hesse.
Nato a Calw nel 1877 e morto a Montagnola nel 1962 Hesse è stato scrittore, poeta e pittore, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946. La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima:Sotto la ruota (Unterm Rad), Amicizia (Freunde),Demian, Il pellegrinaggio in Oriente (Die Morgenlandfahrt) , Prosa tarda , Incantesimi , Liriche tarde sono solo alcuni dei lavori di Hesse.
Il romanzo più noto resta però Siddharta: edito nel 1922, trovò successo commerciale solo una ventina d’anni dopo. L’opera è frutto di un viaggio in India e dell’interessamento di Hesse per cultura orientale, per la spiritualità buddhista e induista.
È un romanzo di tipo storico e di formazione. Le vicende si svolgono nell’ India del VI secolo a.C., dove seguiamo la crescita di Siddharta, prima ragazzino, poi uomo maturo, che per tutta la vita si pone molte domande e non riesce mai a soddisfare la sua sete di sapere fino alla vecchiaia. Siddharta è dunque una sorta di Buddha, colui che cerca il vero.
Novalis
Novalis
Novalis è lo pseudonimo scelto da Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg per firmare le sue opere; l’intellettuale tedesco, nato a Schloss Oberwiedersted nel 1772 e morto nel 1801 a Weißenfels, è stato una figura fondamentale del Romanticismo.
A Novalis si deve questa famosa definizione di Romanticismo: "Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all'ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita allora io lo romanticizzo".Il suo impegno culturale si esprime nella poesia, nella scrittura, nella teologia e nella filosofia. Egli concepisce il linguaggio (e la scrittura) come attività autonoma, capace di giungere al significato, alla verità profonda, proprio nel momento stesso in cui si separa dalla razionalità.
La poesia viene infatti intesa da Novalis nel suo significato etimologico, il concetto greco del fare, del creare dal nulla: essa produce realtà assoluta e porta alla vera conoscenza. E la poesia è, al contempo, “figlia del più nobile impeto e delle sensazioni e passioni più alte e forti".
Rilke

Rilke
Rainer Maria Rilke nasce a Praga il 4 dicembre 1875 e muore a Montreux il 29 dicembre 1926. Considerato come uno dei maggiori poeti e scrittori austriaci di origine boema, Rilke cresce in una famiglia appartenente alla borghesia cattolica e la separazione dei suoi genitori segnerà profondamente il suo animo e la sua formazione culturale, infatti questo avvenimento lo costringerà a recarsi presso l'accademia militare per realizzare quelli che in realtà erano i progetti e le aspirazioni del padre. La sua infanzia infelice riuscì a riflettersi anche nelle sue opere, nelle quali risalta come predominante l'aspetto malinconico. Nietzsche e Schopenhauer rappresentano due filosofie nelle quali le poesie di Rilke si rispecchiano fortemente, e le sue creazioni riflettono quel malessere che fin dall'infanzia ha segnato Rilke: la costante sensazione di essere senza dimora e privo di una patria. La sua educazione fortemente cattolica e la sua superba e elevata capacità di interpretare le sue opere con intenso sentimento e profonda spiritualità furono gli elementi che riuscirono a condurlo verso il successo, elevando la sua figura fino al raggiungimento della fama come uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo.
Holderlin

Holderlin
Johann Christian Friedrich Hölderlin (Lauffen am Neckar, 20 marzo 1770 – Tübingen, 7 giugno 1843) è stato, con Goethe, uno dei più importanti poeti della storia della letteratura tedesca.
Nonostante la volontà della madre di avviare il figlio alla carriera ecclesiastica, poiché voleva fare di lui un pastore protestante, agli insegnamenti del seminario in cui studia predilige la letteratura: comincia a leggere Euripide (appassionandosi così al mondo classico), i poemi ossianici, Schiller e Klopstock. Pur laureandosi in teologia, decide di non intraprendere la carriera ecclesiastica per dedicarsi alla scrittura.
Inizia la sua attività come precettore presso la famiglia del banchiere Gontard e si innamora di Susette Gontard, la moglie. Il personaggio di Diotima (nome preso a prestito dal Simposio di Socrate, in cui è la donna che aveva svelato allo stesso filosofo i misteri di Eros), così frequente nelle opere del poeta, è la trasfigurazione di essa. Questi alcuni tra i versi a lei dedicati:
« Vieni a placarmi questo caos del tempo come allora, delizia della Musa
tu che concilii gli elementi tutti! Dacci la pace coi tranquilli accordi
celesti e unisci quel ch’è diviso finché la placida natura antica
fuori del tempo dai fermenti grande, alta e serena si sollevi. Torna
viva bellezza tu nei cuori miseri ed alle mense ospiti, ai templi torna!»
Heine

Heine
Christian Johann Heinrich Heine (Düsseldorf, 1797 – Parigi, 1856) è stato forse il poeta tedesco più significativo di quel particolare periodo di transizione che portò al passaggio dal romanticismo al realismo. Non a caso spesso Heine è stato definito come il poeta della contraddizione, poiché nelle sue opere egli talvolta appare come un romantico, talvolta prende invece del tutto le distanze dal Romanticismo, criticandone certi atteggiamenti troppo sdolcinati.
Le sue prime liriche furono liriche d'amore; una delle più note è Die Lorelei, che recita:
Fresca è l'aria e l'ombra cala,
scorre il Reno quetamente;
sopra il monte raggia il sole
declinando all'occidente.
La bellissima fanciulla
sta lassù, mostra il tesoro
Schopenhauer

Schopenhauer
«Ma nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta». Arthur Shopenhauer (1788-1860), uno dei massimi filosofi del suo secolo, descrive in questo modo il lungo lavoro di ricerca della verità che sta dietro al suo pensiero.
Schopenhauer mutua da Kant due concetti filosofici fondamentali: quello di fenomeno e quello di noumeno. Il primo è sostanzialmente il risultante della nostra coscienza, è la realtà come ci appare mediante le forme a priori del nostro intelletto; il noumeno è la cosa in sé, l’essenza reale dell’universo. La materialità è quindi illusione, parvenza, è coperta dal velo di Maya: solo squarciandolo si può intravedere il vero. Poiché l’uomo sente il desiderio di andare oltre, di scoprire l’essenza delle cose, non può essere considerato alla stregua di tutti gli altri esseri: egli è un “animale metafisico”. Ma proprio la sua intelligenza, la sua razionalità è un’arma a doppio taglio, che rende triste e dolorosa la sua vita; infatti, a differenza di tutti gli animali, gli esseri umani hanno la consapevolezza che la loro vita terminerà, che la morte esiste ed è inevitabile.
Goethe

Goethe
Johann Wolfgang von Goethe è stato definito come un vero e proprio genio della letteratura europea, capace di esaltare in tutto il loro meraviglioso e sfavillante splendore la scrittura, la poesia e la letteratura tedesca, innalzando il suo sapere e la sua conoscenza a livello di importanza universale, ritenuta superiore e elevata rispetto a qualunque altra rappresentazione. Goethe nacque a Francoforte nel 1749, da una famiglia appartenente all'alta borghesia e fin da giovane dimostrò un profondo interesse per il sapere: studiò legge a Lipsia e entrò a far parte del movimento letterario "Sturm und Drang" a Strasburgo. Trascorse la sua vita a Weimar, dove decise di porre la sua enorme saggezza e le sue elevate conoscenze a disposizione della corte nel ruolo di consigliere, riuscendo a trasformare attraverso la sua sola presenza, una ridente cittadina in uno dei centri culturali di maggiore importanza in quel tempo. Johann Wolfgang von Goethe morì nel 1832 a 83 anni, ma nel corso della sua vita ebbe modo di assaporare il dolce gusto del successo, che lo aveva reso uno dei protagonisti principali e più importanti della letteratura tedesca, fino a condurlo verso l'immagine di genialità e arte rese umane e viventi nella figura di uomo.