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	<title>Cultura Poetica &#187; Rousseau</title>
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		<title>Rousseau</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofi scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[Rousseau]]></category>

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Jean Jacques Rousseau (Ginevra,  1712 – Ermenonville, 1778) è stato un importante scrittore e filosofo, il maggiore rappresentante della seconda generazione del “secolo dei lumi”. Con lui l’elemento razionalista, tanto esaltato dai suoi illustri predecessori Diderot e Voltaire, comincia ad essere associato al sentimento: per questo il letterato svizzero è considerato un anticipatore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><img title="Rousseau" src="http://www.culturapoetica.com/rousseau.jpg" alt="Rousseau" width="235" height="290" /><p class="wp-caption-text">Rousseau</p></div>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Jean Jacques Rousseau </span></span></strong><span style="font-size: small;">(Ginevra,  1712 – Ermenonville, 1778</span><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">)</span></span></strong><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">è stato un importante scrittore e filosofo, il maggiore rappresentante della seconda generazione del “secolo dei lumi”. Con lui l’elemento razionalista, tanto esaltato dai suoi illustri predecessori Diderot e Voltaire, comincia ad essere associato al sentimento: per questo il letterato svizzero è considerato un anticipatore del pensiero romantico.</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">«Rousseau non ha inventato nulla, ma ha infiammato tutto», scriverà di lui Madame de Staël; ed effettivamente le idee politiche e sociali di Rousseau contribuirono al</span><span style="font-size: small;">lo sviluppo delle teorie socialiste e alla crescita del nazionalismo. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Considerato un pensatore rivoluzionario per la radicalità delle sua idee, deve la fama soprattutto al “Contratto Sociale”, la sua opera più nota e dibattuta che divenne presto uno dei titoli più influenti per lo sviluppo della teoria politica dei nuovi stati europei.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Nel libro vengono proposte le basi per un ordinamento politico nuovo e legittimo; gli uomini, originariamente, vivevano liberi, senza leggi, nello “stato di natura”. Questa condizione è però presto degenerata: senza leggi  non c’era alcun obbligo morale, vigeva la legge del più forte e nessuno poteva dirsi al sicuro, essendo costantemente in competizione con i propri simili. Ciò non significa che l’uomo primitivo fosse un uomo cattivo, semplicemente rispondeva a degli istinti naturali: </span><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">l’autoconservazione e la naturale ripugnanza alla sofferenza.<span id="more-174"></span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Per ovviare a questa situazione di perenne pericolo, gli </span><span style="font-size: small;">uomini sottoscrissero un patto sociale, tramite il quale rinunciarono a parte della loro volontà e libertà, affidandola all’autorità</span><span style="font-size: small;"><strong>. </strong></span><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Non si</span></span></strong><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">tratta di sottomissione all’altro: ogni persona nel cedere alla comunità la sua sovranità diventa automaticamente sovrano di se stesso.</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>“<span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">L’uomo è un animale meno forte di alcuni, meno agile di altri, ma nell’insieme, organizzato più vantaggiosamente di tutti”; secondo</span></span></strong><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><span style="font-size: small;">Rousseau la sovranità deve essere nelle mani del popolo, ma deve esistere un governo (composto dai magistrati)  incaricato di eseguire e far rispettare la volontà generale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">La sicurezza, l’uguaglianza, la libertà sono gli obiettivi della nuova comunità immaginata da Rousseau; ma una comunità di questo tipo è davvero possibile? Nello stesso anno del “Contratto sociale”, Rousseau pubblica l’Emilio</span></span></strong><strong><span style="font-size: small;">, </span></strong><span style="font-size: small;">un trattato pedagogico alla base del quale ci sono le numerose esperienze di precettore  fatte dall’intellettuale. Egli sostiene la necessità di preparare i futuri cittadini alla virtù, istruendoli in tal senso fin da bambini. Solo attraverso l’educazione si garantisce la civile convivenza tra gli esseri umani; “vivere è il mestiere che voglio insegnare: uscendo dalle mie mani, egli sarà prima di tutto un uomo”.</span></p>
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