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	<title>Cultura Poetica &#187; Valery</title>
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	<description>L&#039;anima dell&#039;uomo è poesia</description>
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		<title>Valery</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poeti]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[Valery]]></category>

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		<description><![CDATA[L'oggetto essenziale della mente, è la mente stessa; questo concetto sarà il cardine, che a partire da Poe e Baudelaire, diverrà il principio dominante della sensibilità poetica. Ciò non deve far pensare ad annullamento, in termini idealistici, di una realtà empirica, quanto che ciò che realmente interessa lo spirito è lo spirito stesso. Il mito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><img title="Valery" src="http://www.culturapoetica.com/valery.jpg" alt="Valery" width="195" height="281" /><p class="wp-caption-text">Valery</p></div>
<p>L'oggetto essenziale della mente, è la mente stessa; questo concetto sarà il cardine, che a partire da Poe e Baudelaire, diverrà il principio dominante della sensibilità poetica. Ciò non deve far pensare ad annullamento, in termini idealistici, di una realtà empirica, quanto che ciò che realmente interessa lo spirito è lo spirito stesso. Il mito di Narciso che mira se stesso; e che in questo mirarsi trova il suo inevitabile pericolo, mostra la realtà stessa di tale concetto. Si avrà così la scienza che studia, in maniera più assidua rispetto al passato, i suoi procedimenti; il linguaggio che studia se stesso come ente a sé. La letteratura, così, come altre attività dello spirito, diviene sempre più un fare letteratura: un cantiere continuo. E se ciò, nella prosa, avrà come massimo emblema, probabilmente Proust, in poesia si avrà Valéry, che fa della poesia l'oggetto stesso del poetico.</p>
<p>Accade, dunque, che tutto ciò che la mente crea, analizza, immagina, non sarà altro che la mente stessa; così avviene che tale attività, sia più importante del risultato: l’attività produttiva è più importante del prodotto stesso. Il testo avrà la particolarità di essere come un’ombra di tale attività, uno specchio soffuso dalla nebbia, ove di dietro vi è un mare di creazioni.<span id="more-308"></span> Il componimento poetico sarà occasione per evadere dal testo stesso, per mostrare quest’attività che si manifesta non tanto in un risultato definito, come può essere un componimento poetico, quando nell’attività stessa del poetare ove la poesia diviene il commento a piè di pagina.</p>
<p>In quest’attività sorgerà, pian piano, quel particolare modo di essere, il silenzio, ove v'è la latenza di qualsiasi cosa pronta a dischiudersi, per tornare, sempre, nel silenzio stesso; un tacere non nel senso di non dire nulla assolutamente, ma quanto nel dire ciò che vi è più essenziale per tornare nuovamente a tacere e nel vedere quel flusso magico di creazione che Nietzsche pose come garante della realtà stessa. Valéry è un autore che ha studiato Nietzsche, è un autore che gioca con il linguaggio e con i simboli, per mostrare da un lato come la raffinatezza e l'eleganza fermino, in qualche modo, quel flusso, dall'altro, attraverso i simboli, rimanda sempre a quell'attività perpetua che è della mente, e che solo la mente, in sostanza, può comprendere.</p>
<p><strong><em>Elena</em></strong></p>
<p><em>Azzurro! sono io... Dalle grotte della morte<br />
vengo ad ascoltare l'onda frangersi ai gradini sonori,<br />
e rivedo le galee nelle aurore<br />
riemergere dall'ombra sul filo dei remi d'oro.</em></p>
<p><em>Sole, le mie mani chiamano i monarchi<br />
la cui barba di sale allietava le mie dita pure.<br />
Piangevo, e quelli cantavano trionfi misteriosi<br />
e i golfi svaniti a poppa delle loro barche.</em></p>
<p><em>Odo le conche profonde e le trombe<br />
militari scandire il volo dei remi;<br />
il canto chiaro della ciurma avvolge il tumulto.</em></p>
<p><em>E gli Dei, sull'eroica prora esaltati<br />
nell'antico sorriso e sferzati dalla schiuma<br />
mi tendono le braccia indulgenti e scolpite.</em></p>
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