Cultura Poetica L'anima dell'uomo è poesia

Verlaine

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Paul Marie Verlaine nasce a Metz, il 30 marzo del 1844 e muore a Parigi, l'8 gennaio del 1896. Attraverso l'eleganza dei propri versi e un profondo stato di malinconia e turbamento in lui pulsante a seguito delle tormentate esperienze vissute, Paul Marie Verlaine con estrema passionalità e elevata maestria seppe distinguersi fra innumerevoli personalità del mondo culturale per la propria capacità artistica di interpretare con sentito realismo nelle proprie opere le emozioni e i dolori da lui vissuti nel corso della propria vita, ponendo meritatamente il suo nome nell'olimpo dei più grandi poeti e rendendo eterno il proprio pensiero nelle sue creazioni. Il padre di Paul Marie Verlaine era figura autorevole e preminente nell'ambito dell'esercito, mentre la madre aveva la particolare abitudine di conservare sul caminetto della propria casa i feti dei suoi aborti. L'animo di Paul Marie Verlaine contraddistinto da una vivace voglia di sapere ma da una scarsa propensione all'apprendimento fu di grande ostacolo per il poeta, nel consentirgli di raggiungere risultati scolastici eccellenti, tuttavia fu l'approccio con la letteratura a risvegliare in lui l'irrefrenabile spirito diretto al sapere. Nella formazione culturale e poetica di Paul Marie Verlaine sarà intensamente sentita l'influenza di Charles Baudelaire e la sua vita sentimentale sarà contraddistinta dal matrimonio con Mathilde Mauté, dalla quale ebbe un figlio maschio chiamato Georges.

un sogno di nome Verlaine

Verlaine

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La ricerca di un lirismo puro è un sogno meraviglioso per una poesia che vuole essere sigillo d'un soggetto evanescente, unito ad un sentimento amoroso malinconico. Il contenuto di uno scritto diviene perfetto se espresso con una forma che è specchio di esso, non si può immaginare un'unione più felice della pacata tristezza di Verlaine con la sua raffinatezza, portata all'eccessiva fedeltà verso l'armonia e la sintesi della poesia; ciò si evince nella costruzione sia fraseologica che, più profondamente, lessicale. Sintesi della poesia poiché simbolismo, metafore particolari che non cadono mai nell'eccessiva astrattezza, ma neppur in una banalità evidente, immagini, scelte felici di vocaboli, sono uniti in perfetta armonia, in uno stile impeccabile. Un linguaggio che della musica si fa portavoce, mescolando suoni a ricordi ad immagini dal tono sempre soffuso.
Sentenze che qualsiasi amante può ritrovare nel suo cuore (“E quando, solenne, la notte cadrà dalle nere querce, voce della nostra disperazione l'usignolo canterà.”), a confessioni totali (“Ed è la pena peggiore il non sapere perché senza né odio né amore il cuore subisce tanto dolore”),

   
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